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Dopo una settimana di tensione arriva l'annuncio

Fiat, fissato l’incontro tra Monti e Marchionne

L’appuntamento è per sabato a Palazzo Chigi

Fiat, fissato l’incontro tra Monti e Marchionne
18/09/2012, 19:05

ROMA – Palazzo Chigi ore 16, sabato 22 settembre. Eccoli i particolari dell’incontro fissato oggi, dopo una conversazione telefonica, tra il presidente del consiglio Mario Monti e l’ad di Fiat Sergio Marchionne. Al faccia a faccia parteciperanno anche il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Ad accompagnare Marchionne, invece, ci sarà il presidente Fiat, John Elkann.

E così, dopo una settimana di tensione, l’annuncio del vertice è arrivato.  Lo scopo, a sentire Marchionne, sarà quello di fornire il quadro informativo sulle prospettive strategiche del gruppo Fiat, con particolare riguardo all'Italia.

A spingere per un chiarimento tra Governo ed il gruppo è stato il Partito democratico, che ha dato il via ad una interrogazione parlamentare. E ad incalzare contro l’esecutivo sulla questione è stato anche il leader del Pd, Pier Luigi Bersani. Per quest’ultimo il governo è stato troppo cauto nell'affrontare la vicenda. “Bisognava incalzare Marchionne – dice - anche perché era evidente che il progetto Fabbrica Italia non è mai esistito. Invece non l'hanno fatto”.

Ma non solo la politica aspetta spiegazioni, in attesa ci sono anche i sindacati.

A volere un incontro con l’ad di Fiat è tra gli altri il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: “Chiedo a Marchionne di convocarci subito e di chiarire un solo aspetto: se il piano Fabbrica Italia lo mantiene e lo utilizza quando riprende il mercato oppure, a prescindere da questo, lui non vuole più utilizzarlo”.

C’è, poi, Airaudo, responsabile auto della Fiom, che si dice convinco che l'ad Fiat perda solo tempo. “Quanto detto da Marchionne – dice - è solo un modo per prendere tempo . Non è la prima volta che dice che mantiene gli stabilimenti in Italia con le vendite ed i profitti fatti all'estero quindi penso che sia sempre più urgente che questo Paese stabilisca un patto conla Fiat, serve un accordo e solo il governo può farlo. Serve uno dei tanti accordi chela Fiatha fatto in giro per il mondo”.

E’ convinta che non ci siano risposte al Paese su quanto dichiarato fin ora da Marchionne sul piano Fabbrica Italia, anche la numero uno della Cgil Susanna Camusso. “Il tema non è fare promesse – spiega - non ci si basa su questo. Basta guardare alla sequenza delle cose che in questo lungo periodo Marchionne, in varie occasioni, ha detto: il tema, ancora una volta, è che non dice verso dove vuole investire, in che tempi e con quali caratteristiche. Le promesse, senza questi numeri, senza questi dati, non servono. Se c'è la crisi e tutto si azzera,  vuol dire che siamo in assenza di un piano industriale e - ha concluso - quindi è legittimo chiedergliene uno”.

E’ intervenuto sulla vicenda anche il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini: “La Fiat ha in mente di andarsene dall'Italia. Il problema è ben più grave dell'ipotesi della chiusura di uno stabilimento. Allo stato attuale vuole non investire in Italia e questo comporta il rischio che l'intero settore auto salti. Il problema è impedire che ciò avvenga”.  

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di Rossella Marino
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