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“Rammarico e preoccupazione per Pomigliano”

Fiat, Fornero: “Invito a smetterla con i licenziamenti”


Fiat, Fornero: “Invito a smetterla con i licenziamenti”
01/11/2012, 20:45

ROMA- “Su Fiat non entro nel merito, ma non mi è piaciuta la mossa che ha fatto”. Ecco come ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, la notizia di mettere 19 operai di Pomigliano in mobilità.

Ai microfoni di Sky Tg24 ha continuato “Come Governo, faremo il possibile perché gli impianti siano attivi e produttivi, non fermi come ora”.

Passera ha, poi, aggiunto: “E’ una buona notizia che Fiat abbia confermato di non volere chiudere impianti in Italia. Faremo il possibile perché siano attivi e produttivi e non quasi fermi come sono oggi”. 


Aggiornamento a cura di Rosa Alvino


TORINO- Ancora un autunno caldo per gli operai. La decisione della Fiat di mettere in mobilità i 19 lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, a seguito della sentenza della Corte d'Appello di Roma che obbligava l'azienda al reintegro di altrettanti lavoratori della Fiom, per Marchionne risulta essere "totalmente coerente". Ed in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” aggiunge: “La cassa integrazione è arrivata anche lì. Non c’è lavoro sufficiente, dove metto anche solo un assunto in più? Risponda la Fiom. Ma non accetto lezioni di democrazia”.
L'amministratore delegato della Fiat continua: “Credo nell'Italia di Mario Monti, quella che vuole cambiare”- e spiega – “Prima investo qui per andare a fare concorrenza ai tedeschi”.

E per quanto riguarda i tempi per la completa fusione Fiat-Chrysler: “Diciamo 2014-2015. Tutto insieme non lo posso fare”.

Intanto, sul piano di rilancio prospettato chiarisce: “Bugie non ne ho mai dette. Ho guardato il mercato, l'ho affrontato resistendo alle critiche ma senza fare macelleria sociale. Adesso, dico che nonostante tutto le condizioni ci sono”.
Ed aggiunge: “E' vero, questo è un Paese complicato. Molto complicato. Martedì ero al consiglio d'amministrazione. C'era la Fiom, fuori, che fischiava. Noi, dentro, prendevamo decisioni di grande coraggio. Se la Fiat avesse scelto di andarsene, l'impatto sociale forse si sarebbe potuto gestire, quello sull'immagine dell'Italia a livello internazionale no. Il più grande gruppo industriale del Paese che lascia? Sarebbe stato devastante.La Fiat è un cantiere aperto, non chiude mai".

Marchionne conclude: “Per la terza volta, con la condivisione totale di John Elkann e della famiglia, rivoltiamo l'azienda. L'abbiamo fatto nel 2004. Rifatto nel 2009, con Chrysler. Ed è stata quella la mossa, intelligente, che ci consente ora di ridisegnarla completamente, puntando ovviamente a guadagnare nonostante tutti gli scenari italiani ed europei.
Oggi è grazie a Chrysler che possiamo far leva su Alfa e Maserati e andare a dare fastidio ai concorrenti dei brand premium”.

AGGIORNAMENTO ORE 20:45

"Invito la Fiat a soprassedere all'avvio della procedura di messa in mobilità del personale in attesa della verifica di una possibilità di dialogo che non riguardi solo il fatto specifico, ma l'insieme delle relazioni sindacali". Sono queste le parole del Ministro del lavoro Elsa Fornero che  esprime rammarico e preoccupazione.

"In merito alle vicende successive alla sentenza di condanna all'assunzione dei 19 lavoratori nello stabilimento Fiat di Pomigliano e alla messa in mobilità di altrettanti dipendenti da parte della Fiat stessa" fa sapere il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, con una nota "constata, con rammarico e preoccupazione: la novità della fattispecie che fa evolvere le relazioni industriali nel senso dello scontro e dell'indurimento della contrapposizione; la mancanza di volontà di dialogo di entrambe le parti; l'assenza di una posizione comune da parte sindacale". "In questa situazione, il Ministro del Lavoro si adopererà per quanto di sua competenza per fermare l'avvitamento in una spirale nella quale tutti, dai singoli all'intero Paese, sono perdenti". Con questa premessa, il ministro "invita la Fiat a soprassedere all'avvio della procedura di messa in mobilità del personale, in attesa della verifica di una possibilità di dialogo che non riguardi soltanto il fatto specifico, ma l'insieme delle relazioni sindacali in azienda".

 Erika Noschese

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di Rosa Alvino
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