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Replica la Fiom: "Procederemo per vie legali"

Fiat: "I contratti collettivi nazionali non hanno più valore"


Fiat: 'I contratti collettivi nazionali non hanno più valore'
21/11/2011, 16:11

ROMA - La Fiat rompe gli indugi e le mascherate e svela il teatrino. Con una disdetta inviata alle associazioni sindacali comunica che non si atterrà più agli accordi sindacali vigenti e ad "ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto", attenendosi invece all'accordo sottoscritto dai sindacati (esclusa la Fiom) ed avallato dal referendum tenutosi a Pomigliano e a Mirafiori. Naturalmente l'accordo, fa presente la società automobilistica, va esteso a tutte le fabbriche che ci sono in Italia, anche se c'è la disponibilità ad incontri con i sindacati per migliorare e modificare tale accordo.
SIlenzio completo dei sindacati, tranne che da parte di Maurizio Landini, segretario della Fiom, l'unico che sin dall'inizio si è opposto a questi accordi, che ha annunciato azioni legali e denunce.
SI è fatta viva anche la Fismic, attraverso il segretario generale Roberto di Maulo, in maniera molto soft: "La decisione della Fiat evidenzia la necessità di rompere i residui indugi e realizzare al più presto e comunque prima del 31 dicembre il contratto nazionale  per i lavoratori dell'auto. Il rischio è che in assenza di questo, la più grande azienda italiana proceda ad un regolamento unilaterale che sarebbe la vera fine delle relazioni sindacali nel Paese''. Se non ha capito che le relazioni sindacali erano finite già quando appoggiarono il sì ai referendum di Pomigliano e Mirafiori...

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di Antonio Rispoli
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