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'Fine delle auto', i demolitori chiedono certezze


'Fine delle auto', i demolitori chiedono certezze
03/07/2009, 18:07

Oggi, venerdì 3 luglio 2009, a partire dalle 11.00, presso le Terme di Agnano Napoli, la Confederazione Autodemolitori Riuniti (C.A.R.) e CNA – Autoriparatori, ha promosso un Convegno nazionale con tutti gli stakeholders della filiera e con i rappresentanti del Governo, per discutere le problematiche del comparto e le possibili soluzioni in vista di un raggiungimento degli obiettivi nazionali di riciclaggio.
Il Sottosegretario del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Bartolomeo Giachino ha dato l’avvio ai lavori del Convegn, che ha visto confluire a Napoli gran parte del autodemolitori italiani. Il succsso dell’iniziativa, fortemente voluta dal Presidente del CAR (Confederazione Autodemolitori Riunti) Alfonso Gifuni, ha tracciato le line guida che consentirebbero di fronteggiare la grossa crisi che tocca questo settore. Ogni anno, in Europa, vengono rottamati circa 15 milioni di autoveicoli (solo in Italia, nel 2007, la cifra ha registrato un picco superiore a 1.500.000 unità), una miniera enorme di rottame ferroso che, debitamente captata e avviata al riciclo, consentirebbe un notevole risparmio energetico dovuto al minor consumo di materia prima.
Tuttavia, la crisi economica che da diversi mesi sta dilagando dai mercati finanziari all’economia reale, ha provocato un pesante crollo del prezzo del rottame, che, per la categoria industriale degli Autodemolitori, si è sommato ad altre problematiche già sedimentate e non del tutto risolte. La filiera che interessa la vita di un veicolo vede coinvolti tre attori principali: 1) i produttori; 2) gli autodemolitori; 3) i frantumatori, che trattano il materiale ferroso di risulta. Ma i produttori e i frantumatori stanno quasi esautorando la categoria degli autodemolitori, i primi proponendo di divenire essi stessi nelle loro sedi – da poco è stata diffusa la notizia di uno stabilimento FIAT che pare si stia attrezzando in questo senso – autodemolitori, gli altri, i frantumatori, garantendosi sempre più spazio in materia di autodemolizione con l’immancabile fine di divenire autonomi. È inutile sottolineare quanto questo acuisca una crisi già fortemente avvertita dalla categoria, che oggi, capeggiata dal Presidente CAR, si è mostrata anche intenzionata ad una “serrata” dimostrativa per sensibilizzare il Governo in merito alle richieste effettuate. Richieste che vedono in primis uno snellimento delle pratiche burocratiche che occorrono a supporto della demolizione di ogni singolo veicolo, e un coinvolgimento – come previsto d normativa europea – anche dei produttori nel farsi carico di un contributo finanziario a conclusione delle vita del veicolo da loro prodotto, ma che toccano anche il grosso problema dei materiali di risulta dalla demolizione che si presenta allorquando le fluttuazioni del mercato obbligano gli stessi autodemolitori a vendere sotto costo (e quindi in perdita), il rottame.
 “Abbiamo predisposto un documento, attualmente in fase di studio, da condividere con tutti gli stakeholders, che presenta precise richieste da parte della nostra base imprenditoriale – continua il presidente Gifuni – esse vanno semplicemente nella direzione della realizzazione concreta di quanto previsto dalle normative di riferimento e non rappresentano la volontà di strappare vantaggiose guarentigie a danno di altre professionalità, ma vanno considerate alla luce di una nostra ipotetica sospensione del ritiro degli autoveicoli”.
“In questo momento, per le nostre imprese, continuare a ritirare gli autoveicoli a fine vita, significa solo andare incontro ad un sovrastoccaggio di rottame, il che, non è solo improduttivo, ma rischia di ricadere sugli stessi centri di demolizione qualora questi vengano controllati dagli Enti preposti”.
Tuttavia, per evitare di provocare allarmismi fra i consumatori il Presidente CAR osserva che “questa è solo una ipotesi”.
“Dobbiamo far sì che tutti gli anelli della catena del fine vita dei veicoli si prendano le proprie responsabilità, anche economiche, e ancor più crediamo che si debba verificare che nel nostro Paese non sussistano dinamiche di eccessiva speculazione sul prezzo del rottame; si consideri che la norma ci obbliga a non superare precisi limiti di stoccaggio per i materiali di risulta dalla demolizione del veicolo, proprio quei materiali che, al momento attuale, non hanno un mercato tale da garantire la sussistenza dei nostri centri”.
“A fronte di questo – conclude Gifuni - chiediamo al Governo che vengano sospesi per un tempo determinato, i decreti che limitano lo stoccaggio, in modo da darci tempo di aspettare, quanto meno che il mercato si riprenda quel tanto da non farci lavorare in perdita”.
Al convegno sono intervenuti, inoltre,  Tommaso Campanile Responsabile Nazionale della CNA, Maurizio Vitelli Direttore Generale della Motorizzazione Civile, ed Enrico Bobbio Presidente Consorzio PolieCo, che si occupa del riciclaggio del materiale plastico di risulta.

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di Redazione
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