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Fisco: a inizio 2011 forte calo delle ipoteche legali


Fisco: a inizio 2011 forte calo delle ipoteche legali
20/09/2011, 11:09

A livello nazionale e nei primi quattro mesi dell'anno, le attività di recupero crediti della PA tramite ipoteca legale hanno subito una brusca contrazione (-62,2%). Nel Lazio (-90,3%), in Basilicata (-88,8%) e in Friuli-Venezia Giulia (-87,7%) le diminuzioni più importanti.

Milano, 19 settembre 2011 – A lungo nell'occhio del ciclone di politica e media, a inizio 2011 il numero di ipoteche legali sugli immobili - uno degli strumenti più utilizzati dalla Pubblica Amministrazione centrale e locale per avviare le procedure di recupero crediti attraverso le concessionarie della riscossione - ha subito una brusca contrazione a livello nazionale.

Nei primi quattro mesi dell'anno, infatti, il numero delle ipoteche legali sugli immobili – connesse esclusivamente al recupero di crediti in sofferenza e non alla sottoscrizione di mutui – si è ridotto del 62,2%, passando in valore assoluto da 68.193 a 25.807 casi. Lo afferma Experian, di riferimento nel mondo dei servizi informativi per il business e il credito.

Il calo delle ipoteche legali registrato nei primi mesi del 2011 segue quello già registrato tra il 2009 e il 2010, quando il loro numero era sceso a 153.729 sull'intero anno (-26,4%, nel 2009 erano state 208.927).

Secondo Federico Di Miele, Business Development Manager di Experian, “La forte diminuzione del numero di ipoteche può essere spiegata con diversi fattori, tra cui l'entrata in vigore a pieno regime della soglia minima di importo per poter ricorrere a un’ipoteca legale immobiliare, un ricorso massiccio[1] alle rateazioni proposte dalle concessionarie della riscossione, oltre ad un indebitamento minore da parte dei consumatori. Nel prossimo futuro è lecito attendersi un'ulteriore contrazione del fenomeno, dovuto all'entrata in vigore nei prossimi mesi di una nuova soglia minimo d'importo per poter procedere all'iscrizione ipotecaria su immobili, fissata dal recente Decreto Sviluppo a quota 20.000 euro per la prima abitazione, oltre ad una decentralizzazione agli Enti Locali della riscossione.”

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di Redazione
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