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Downgrade anche per altri Paesi europei

Fitch declassa l'Italia: A- con outlook negativo

Bce, Draghi al forum economia: "I mercati stanno esagerando"

Fitch declassa l'Italia: A- con outlook negativo
27/01/2012, 19:01

MILANO – Dopo Standard&Poor’s, arriva il turno di Fitch. L’agenzia ha tagliato il rating dell'Italia di due notch: da A+ ad A- con outlook negativo, quindi prospettive negative per la solvibilità del paese.  Fitch ha tagliato anche il rating della Spagna, passato da AA- ad A, con outlook negativo, proprio nel giorno della notizia sul boom disoccupazione nel paese iberico. “La decisione -  si legge nel comunicato - è stata presa in seguito al deterioramento del quadro macroeconomico, e come riflesso della crisi del debito europea”. Ma l’agenzia di rating non si è fermata all’Italia, ma ha colpito il Belgio, Cipro, Irlanda e Slovenia. Per tutte, indipendentemente dal rating, l’outlook (la previsione) è negativo. Fitch è la più piccola delle 'tre sorelle' del rating e l'unica ad avere nell'azionariato capitali europei (per la precisione, francesi). Ha levato un "notch" al rating di Belgio, Italia, Slovenia e Spagna ma non a quello di Cipro e Irlanda che hanno già perso la possibilità di accedere al mercato e di conseguenza richiesto l'aiuto della comunità internazionale. Ma la piccola delle ‘tre sorelle’ del rating (che sono Fitch, Standard & 
Poor's e Moody's) elogia l’Italia per il suo impegno a ridurre il deficit. E la “avvisa”, implicitamente. Perché in caso contrario ci sarebbe stata un’azione più severa sul rating.

Tutto questo in una giornata non negativa sui mercati, per l’Italia: lo spread è sceso sotto i 400 punti base, dai 420 dell'apertura, fino a 399, con il rendimento del titolo italiano sotto il 6%. Ed è andata bene l'asta dei Bot: il rendimento dei titoli semestrali è sceso sotto il 2%.

Intanto, la crisi economica è stato l’argomento principale nel discorso del presidente della Bce Mario Draghi, intervenuto al forum mondiale dell’economia a Davos: “Abbiamo evitato una enorme crisi di liquidità”, asserisce Draghi.

E preme sul Il Fiscal Compact, che definisce “molto importante perché di base sottrae dalla sovranità nazionale parte della discrezionalità della politica fiscale”. Un primo passo, dunque, ad una unione fiscale.

Parlando di crisi ed Europa, la buona notizia per il presidente della Bce è che la zona euro ha fatto progressi contro la crisi del debito che la attanaglia dal dicembre 2009. Secondo lui “se fate un raffronto tra la situazione di oggi e quella degli ultimi cinque mesi, la zona euro e tutto un altro mondo”. Tuttavia, ora la colpa è dei mercati, che “stanno esagerando il rischio del debito governativo e questo può andare avanti ancora un po'”. Dopo la crisi finanziaria del 2008, precisa il presidente dell'Eurotower, “tutto ad un tratto sono diventati superiori al rischio effettivo”. Draghi chiarisce che negli ultimi anni abbiamo assistito “a un accumulo di leva finanziaria sia eccessivo sia scorrettamente percepito”. E la cosa sbalorditiva è che ce ne siamo accorti solo oggi.

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di Gaia Bozza
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