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L'allarme è del Fondo Monetario Internazionale

FMI: banche italiane solide, ma è allarme credito

"L'Italia sta facendo un buon lavoro e deve continuare"

FMI: banche italiane solide, ma è allarme credito
17/04/2013, 21:08

WASHINGTON - Il sistema bancario italiano è solido, adeguatamente capitalizzato e in grado di superare anche gli scenari più avversi degli stress test. Ma ad affliggere il paese è il problema del credito, che si sta «riducendo rapidamente». L'allarme è del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), che comunque promuove la decisione dell'Italia di accelerare il pagamento degli arretrati della pubblica amministrazione, con lo stanziamento di 40 miliardi di euro. L'invito che arriva da Washington per l'Italia è quello di andare avanti con le riforme per rafforzare la fiducia soprattutto in un contesto come quello attuale, caratterizzato da un pil negativo e da uno stretto legame fra banche e debito sovrano. «L'Italia ha fatto un buon lavoro e deve continuare. Sta certamente facendo la cosa giusta» afferma Josè Vinals, del Dipartimento dei mercati e dei capitali del Fmi, promuovendo l'operato della Banca d'Italia. La priorità, per il Belpease e per i paesi della periferia dell'area euro, è quella di garantire l'afflusso di credito alle pmi, rimuovendo eventuali costrizioni all'offerta «Il credito va migliorato»: la contrazione che si sta osservando sta «affamando le piccole e medie imprese e bloccando la ripresa». Dall'inizio della crisi solo nei paesi della periferia dell'euro è sceso del 5%. E a complicare la situazione, minando ulteriormente la fiducia, è la necessità da parte delle aziende non finanziarie della periferia di ridurre i propri debiti del 20%, con «taglio di costi, revisione della politica dei dividendi e la vendita di asset. Quello che necessariamente è da ridurre è la frammentazione fra i paesi core dell'area euro e la periferia». Eurolandia, infatti, deve andare avanti verso l'unione bancaria e una sorveglianza unica, e continuare soprattutto il processo di deleveraging delle banche, con la cessione prevista di 1.500 miliardi di dollari di asset. E questo perché «banche in salute aiutano la ripresa» e perché la situazione «resta fragile», come dimostrato dalla volatilità dopo le elezioni in Italia: «anche se gli investitori», tornati sul mercato dei bond del sud Europa, «sembrano trovarsi bene con il fatto che il piano Omt della Bce è virtuale, questa dinamica potrebbe cambiare: gli sviluppi politici potrebbero complicare l'attuazione, come mostrato dall'incertezza sul risultato delle elezioni in Italia». Il sistema finanziario globale - afferma il Fmi - è migliorato rispetto a sei mesi fa ma sono emerse nuove sfide e nuovi rischi che, se non affrontati rischiano di trasformare la crisi finanziaria in recessione cronica.

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di Valerio Esca
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