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L'ex leader di An:"Responsabilità anche del governo"

Fondi al Sud, è scontro tra Fini e Tremonti


Fondi al Sud, è scontro tra Fini e Tremonti
15/07/2010, 17:07

ROMA - "Desidero ricordare sul tema dell'utilizzo delle risorse Ue al Mezzogiorno, rispetto ad alcuni aggettivi in qualche modo pesanti che sono stati utilizzati, che se la responsabilità c'è, e certamente c'è, è una responsabilità condivisa dalle autonomie locali con gli organismi centrali". Così un sempre più polemico e risoluto Gianfranco Fini risponde, a distanza di qualche settimana, alle precedenti dichiarazini di Giulio Tremonti riguardo la cattiva gestione dei fondi Ue destinati alle aree del mezzogiorno.
Qualche week-end fa, infatti, il ministro dell'Economia si era violentamente scagliato contro le amministrazioni locali del meridione, tacciando di cialtroneria le classi dirigenti del sud e sciorinando numeri e cifre per dimostrare il pessimo utilizzo fatto dei fondi provenienti dall'Unione Europea e destinati alle regioni meridionali.
Presentando il rapporto del 2009 sugli investimenti effettuati nelle aree sottoutilizzate, dunque, il presidente della Camera ha sottolineato:"Ritengo che l'albero storto dell'Italia non è solo il dissesto dei conti economici, come ha icasticamente osservato il ministro Tremonti: l'albero storto dell'Italia è anche il mancato sviluppo del nostro mezzogiorno".
Era per la precisione il 2 luglio quando, Tremonti, dall'assemblea della Coldiretti aveva tuonato:"E' uno scandalo pauroso quello prodotto dalle Regioni meridionali. Lo stanziamento sul programma comunitario 2007-2013 era di 44 miliardi di euro. Questi signori ne hanno speso solo 3,6, solo 1/12. E mentre cresceva la protesta per i tagli subiti aumentava l'accumulazione dei capitale non usati e questa è una cosa di una gravità inacettabile. La colpa non è dell'Europa non è dei governi nazionali di destra o di sinistra, ma della cialtronaggine di chi ha i soldi e non li spende".
La terza carica dello Stato trova quindi un ulteriore terreno insidioso ma elettoralmente appetibile sul quale trascinare e sfidare quelli che sembrano sempre più ex alleati. Del resto, Pino Rauti, che di Fini conosce ogni sfumatura, aveva avverito Silvio Berlusconi e i suoi uomini ricordando che, l'ex leader di An, è "un maestro nel distruggere" e nel "mettere in subbuglio le maggioranze". La tattica di disturbo finiana dunque continua e, il clima caldo dell'estate, probabilmente non faciliterà chi, come il Cavaliere, già bolle dalla rabbia per un atteggiamento che vede come un vero e proprio inno al tradimento.

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di Germano Milite
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