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Forum Economia Trento, omaggio a Tommaso Padoa Schioppa


Forum Economia Trento, omaggio a Tommaso Padoa Schioppa
03/06/2011, 10:06

Subito dopo la cerimonia di inaugurazione, il Festival dell'Economia ha vissuto un affettuoso omaggio alla memoria di Tommaso Padoa Schioppa. E' toccato al direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, tracciare il ricordo dell'economista italiano, scomparso nel dicembre dello scorso anno. Un ricordo preceduto dalla proiezione, nella Sala Grande del Castello del Buonconsiglio, a Trento, delle immagini della prima edizione del Festival, nel 2006, quando uno dei protagonisti fu proprio Padoa Schioppa.

Non sono mancati accenti di emozione nell'intervento di Saccomanni: "Mi manca un indimenticabile amico, ma mancano - a tutti - le sue lucide analisi e le sue battute di spirito. Per questa libertà economica, significativamente citata nel titolo di questa edizione del festival, Tommaso Padoa Schioppa si è impegnata per l'intera sua esistenza".

Saccomanni ha poi ripercorso un cammino che ha visto Padoa Schioppa fare parte delle più alte istituzioni finanziarie italiane (Banca d'Italia) ed europee (Commissione e BCE), ha sottolineato il suo convinto europeismo, la sua "militanza" nel Comitato Delors che ha disegnato la strada per la creazione della moneta unica, il suo ruolo quale ministro dell'economia e delle finanze e la sua dirigenza del Fondo Monetario Internazionale. E ha delineato gli aspetti essenziali del suo impegno e la vastità dei temi che lo hanno visto protagonista, ma - anche - "la profondità dei legami di amicizia che ha saputo intessere, il suo approccio realista e razionale, la sua ricerca del compromesso purché le riforme fossero vere e purché il cambiamento non chiudesse la porta ad ulteriori progressi".

Nel ricordare infine come Padoa Schioppa avesse a cuore riforme incardinate su regole e fornite di poteri certi e come la sua esperienza di Spending review in Italia sia tutt'oggi punto imprescindibile di riferimento, Saccomanni lo ha definito "europeista convinto, riformatore attento, motivatore e comunicatore. "Fare meglio sempre" era il suo motto. Lavorava sui testi con cura maniacale per trovare termini limpidi e comprensibili. Scriveva per farsi capire da più gente possibile, secondo lo spirito del momento, e dunque tra ottimismo, scetticismo, delusione o rabbia. Eppure, per citare il titolo di un suo libro, sempre forte di una pazienza attiva".

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di Redazione
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