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Quattro indagati

Gdf, blitz nella sede del Monte dei Paschi di Siena

Fascicoli al setaccio

Gdf, blitz nella sede del Monte dei Paschi di Siena
10/05/2012, 10:05

Manipolazione del mercato ed ostacolo alle funzioni delle autorità di vigilanza. Ci sarebbe tutto questo dietro allo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, secondo i tre pm titolari dell'inchiesta Antonino Nastasi, Nicola Marini ed Aldo Natalini. I reati, ipotizzati dalla procura senese in relazione alle operazioni finanziarie di reperimento delle risorse necessarie alla acquisizione di Banca Antonveneta ed ai finanziamenti in essere a favore della Fondazione Monte dei Paschi, hanno portato ieri ad un massiccio intervento della Guardia di Finanza nella sede della Mps a Rocca Salimbeni. Cinquanta uomini delle Fiamme Gialle impiegati contemporaneamente. Trenta nella sede della banca ed una ventina sparsi tra la sede della Fondazione Monte dei Paschi, il palazzo comunale e quello della provincia. Un uragano abbattutosi su Siena scatenato da quel decreto di perquisizione che ha portato i militari anche nell'abitazione e negli uffici senesi e romani di Giuseppe Mussari, presidente dell'Abi e, fino allo scorso 27 aprile, presidente del Monte dei Paschi prima di essere sostituito da Alessandro Profumo e nella casa e nell'ufficio di Gabriello Mancini, presidente della Fondazione dell'istituto di credito. E mentre altri finanzieri erano impegnati nelle perquisizioni a Firenze, Padova, Roma, Mantova e Milano, sulle due porte d'ingresso della banca gli uomini della Gdf, fin dalle 7:20, bloccavano i dipendenti in entrata chiedendo loro l'ufficio di appartenenza. Quelli della direzione centrale venivano invitati a non usare i computer che, per buona parte della giornata, sono rimasti bloccati. Per ora, sembrano che siano quattro le persone sulle quali si siano concentrate le indagini anche se in procura ci sarebbe pure un altro fascicolo, ma a carico di ignoti. Per tredici ore gli uomini delle Fiamme Gialle hanno svuotato gli scaffali della filiale sequestrando ogni fascicolo presente nell'istituto ma molto altro ancora arriverà  alla procura di Siena dalle sedi di Mediobanca, di Credit Suisse e di alcune delle filiali appartenenti al consorzio di undici banche creditrici della Fondazione Mps capitanato da JpMorgan. Tra queste, Intesa Sanpaolo, Deutsche Bank e Goldman Sachs. Sono loro che hanno prestato circa un miliardo di euro alla Fondazione Mps per coprire l'aumento di capitale deciso dalla Banca nel 2008. Secondo alcune fonti finanziarie, una delle ipotesi investigative riguarderebbe, come detto, la manipolazione lo scorso gennaio, del titolo in borsa per sostenerne il prezzo ed evitare la caduta sotto la soglia fissata per il reintegro delle garanzie alle banche creditrici. Su quest'ipotesi ci sarebbero stati contatti tra la Consob e la procura di Siena prima del blitz. Tra le persone perquisite anche gli ex dg di banca e ente, Antonio Vigni e Marco Parlangeli, e l'attuale direttore generale della Fondazione, Claudio Pieri. Tutti, dal Monte alla Fondazione, dal sindaco e al presidente della Provincia, Franco Ceccuzzi e Simone Bezzini, assicurano di essere pronti a collaborare ma chiedono agli inquirenti di fare presto. «Spero non trovino niente», ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, in merito alle perquisizioni a casa dell'ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari. Ma di far presto a chiarire la situazione di certo lo chiederanno nelle prossime ore anche il neo presidente, Alessandro Profumo, e l'ad, Fabrizio Viola, nel corso di un incontro già programmato nei giorni scorsi per la loro presentazione. L'inchiesta potrebbe riguardarli. Secondo alcune fonti investigative, infatti, l'indagine è solo all'inizio e gli inquirenti si aspettano ben altri sviluppi.

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di Veronica Riefolo
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