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Accuse agli operai della Fiom, poi rettifica

Giallo su comunicato di Fabbrica Italia


Giallo su comunicato di Fabbrica Italia
02/11/2012, 18:48

E’ un vero e proprio giallo quello dei due  diversi comunicati arrivati nel giro di pochi minuti da parte di Fabbrica Italia Pomigliano.

Sembra ci sia stato un “errore tecnico”, una “bozza” partita per sbaglio.

Il comunicato di Fabbrica Italia Pomigliano (Fip) riguardava la spinosa vicenda dei 19 operai iscritti alla Fiom, di cui, il tribunale ha obbligato la riassunzione nello stabilimento campano.

La conseguenza di questo verdetto è stato l’annuncio da parte dei vertici del Lingotto del licenziamento di altri 19 operai. 
Il giallo si sarebbe svolto in questa maniera: inizialmente il comunicato è giunto in una prima versione con alcuni giudizi severi sugli operai.

Dopo soli 7 minuti, il Lingotto ha inviato un annuncio che intendeva “richiamare” il comunicato e dopo altri 12 minuti è stata inviata una nuova nota nella quale mancavano gli ultimi 2 capoversi. Quelli che si riferivano ai lavoratori. Quelli più duri.
Dal Lingotto si parla di: “una bozza diffusa per un errore tecnico e prontamente annullata” quindi poi sostituita con quella buona.

Ma ci si domanda cosa contenessero quelle ultime 8 righe che poi sono svanite?

Sembra si trattasse un duro giudizio sul comportamento dei 19 iscritti alla Fiom che Fabbrica Italia Pomigliano dovrà assumere dopo l’ordinanza della Corte di Appello di Roma.
Alla fine del primo comunicato poi annullato era scritto:

“È inoltre importante ricordare le dure prese di posizione e le pesanti dichiarazioni con le quali i 19 ricorrenti hanno manifestato fin dall’inizio il loro giudizio negativo sull’operazione Nuova Panda. Stupisce e induce qualche dubbio il fatto che questi storici oppositori pretendano oggi il passaggio in Fip, utilizzando una sentenza che non tiene nella minima considerazione le conseguenze sull’iniziativa industriale di Pomigliano, per la quale sono stati investiti 800 milioni di euro e che oggi sta dando lavoro complessivamente a circa 3000 persone”.
Nella versione corretta si può leggere: “Le iniziative annunciate dalla Fip di Pomigliano d’Arco stanno originando commenti in molti casi non pertinenti e inesatti. Per fare chiarezza sulla situazione l’azienda ritiene utile precisare quanto segue: La procedura di mobilità ha un iter e dei tempi tecnici prestabiliti per consentire ai soggetti preposti e alle organizzazioni sindacali di esaminarne le motivazioni. Nessuna iniziativa può essere avviata dall’azienda prima della conclusione della procedura, ovvero come minimo 45 giorni dall’avvio, e cioè dal 31 ottobre scorso. Non vi è pertanto alcuna urgenza. I 19 ricorrenti sono titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con Fiat Group Automobiles, che non si è mai interrotto, e attualmente fruiscono come altri più di 1000 dipendenti del comprensorio di trattamento di cassa integrazione, oggetto di specifico accordo sindacale firmato il 6 luglio 2011. Il rientro al lavoro di questi lavoratori, con passaggio alla società FIP, è unicamente condizionato dalla domanda del mercato dell’auto italiano ed europeo, attualmente molto al di sotto delle previsioni”.
Nel mentre si fanno sentire i sindacati e il Pd e non si frena la polemica rispetto ai 19 licenziamenti annunciati da Fiat.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ha dichiarato: “E' stato un gesto, quello di Fiat, non accettabile, che contiene un messaggio che non fa bene al paese persino sul piano morale. Se viene riconosciuto che c’è un errore o una colpa, l’errore di un’azienda non può essere immediatamente scaricato su altri lavoratori che hanno bisogno di mantenere una famiglia. Sono convinto che discutendo tutti insieme una soluzione la si sarebbe trovata, magari con gesti che segnalino una direzione di marcia nel segno della solidarietà e non dello scontro”. 

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di Titti Alvino
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