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Giffoni Experience lancia la sfida agli imprenditori campani


Giffoni Experience lancia la sfida agli imprenditori campani
23/02/2011, 16:02

NAPOLI, 23 febbraio 2011 – Il Giffoni Experience incontra a Città della Scienza di Napoli le aziende e gli imprenditori campani. Un’occasione speciale per presentare la nuova comunicazione: “Campania: non è una regione per vecchi”. Un modo diverso per dimostrare come un’idea, seppur nata 41anni fa, riesca non solo oggi a promuovere cultura e a produrre straordinarie iniziative per il mondo degli adolescenti, ma anche a sviluppare, con le sue attività, l’economia della regione Campania in Italia e nel mondo. Diciotto schede con una grafica fresca e accattivante nelle quali vengono rappresentati i dati più significativi di un’azienda leader nel mondo nel suo settore. Un percorso per immagini per raccontare come il marchio GIFFONI sia diventato, oggi, simbolo di una regione che produce e crea sviluppo.

“La Campania – spiega l’ideatore e Managing Director, Claudio Gubitosi - è la regione con la percentuale di giovani più alta d’Italia e ha risorse umane e culturali che farebbero la ricchezza di qualsiasi posto della terra. Giffoni Experience, con 41 anni di storia, è un’azienda culturale che realizza 244 giornate di attività all’anno, in Italia e all’estero, tra cui progetti con istituzioni, enti pubblici e privati, corsi di formazione in event managing e cinematografia, lezioni e seminari nelle più prestigiose università europee, oltre a gestire in maniera indipendente una sala cinematografica aperta tutto l’anno. In 15 anni Giffoni ha portato 350mila studenti in sala “solo” a Giffoni Valle Piana grazie ai Movie Days, le giornate di cinema dedicate agli studenti dai 6 ai 18 anni. E tutto questo oltre al Festival di luglio che ha ogni anno una partecipazione di pubblico di oltre 140mila presenze e una visibilità sui media nazionali ed internazionali unici”.

Secondo l’indagine IPSOS – STAGE UP del 2010, il Giffoni Film Festival è l’evento più seguito in Italia d’estate, secondo solo al Palio di Siena, e registra il tasso di crescita di interesse più alto in assoluto, con un +13,4% annuo, attestandosi attualmente all’ottavo posto tra gli eventi italiani e unico da Roma in giù. Rapporti di collaborazione con oltre 60 nazioni, cooperazione con circa 40 paesi con una conseguente presenza mediatica internazionale che promuove non solo l’evento, ma anche tutto il territorio. 4.200 camere d’hotel utilizzate, 50 Bed & Breakfast sorti e sviluppati grazie all’impulso del GFF, oltre 70 aziende coinvolte, 60 dipendenti fissi e circa 400 collaboratori (quasi tutti campani), trasporti pubblici e privati, ristoranti, bar e negozi strapieni. Per non parlare delle 1.200 famiglie coinvolte nell’adozione dei giurati, il vero “simbolo” di come la regione Campania sia una delle più ospitali d’Italia.

Giffoni Experience è, quindi, un potente “motore” di promozione territoriale che crea un impatto positivo sui giovani (3.000 giurati provenienti da 45 paesi) e mostra a centinaia di migliaia di persone, alle star del cinema italiano e internazionale, ai professionisti della cultura, delle arti, dell’industria, il volto più felice e trasparente della sua terra. Un’istituzione culturale che ha plasmato un territorio creando una vera e propria identità, un marchio riconosciuto e affermato in tutto il mondo. Un marchio made in Campania, appunto, che restituisce in termini economici quasi 4 volte quello che riceve e incassa in un anno, creando indotto e lavoro nella sua area e trasferendo nelle casse dello Stato cospicue somme in tasse e oneri vari. Tra tutti i Festival di cinema, Giffoni è quello che costa di meno e produce di più. Negli ultimi dieci anni Giffoni Experience ha “restituito” al territorio ben 26milioni di euro, oltre l’indotto.

“Più si sente forte la necessità, l’esigenza e anche il diritto di esportare la formula di Giffoni nel mondo, più si fa pressante e naturale ‘uscire con un passaporto’ che ne dimostri le radici, la sua identità storica e geografica con il luogo di nascita e sviluppo. - Afferma Claudio Gubitosi - Tutti i dati ci hanno confermato che Giffoni ha una visibilità mondiale veramente straordinaria. E allora quale migliore occasione di ‘regionalizzare’ sul piano internazionale, dando una precisa identità alla regione di appartenenza e alla provincia di nascita. Si comprende quindi oggi meglio perché il nuovo logo del Giffoni Film Festival, già attivo da due anni, porti le diciture Regione Campania, Provincia di Salerno. Non si tratta di un lifting, di una operazione di make up, ma la risposta ad una chiara filosofia e ad una precisa missione. Questo è il momento cruciale in cui debbono svilupparsi e inserirsi altre prospettive e altri settori dell’economia, dell’industria, del sapere. Se Giffoni è percepito con interesse da Major del calibro della Warner Bros, che sceglie l’evento come ha fatto nel passato con film di punta come ‘Harry Potter e il Principe Mezzosangue’ (costato milioni di euro solo per la promozione e, guardiamo bene, presentato a Giffoni in anteprima mondiale tre giorni prima di Los Angeles, Tokio, Londra); e da multinazionali come DIXAN – che promuove progetti specifici presentati e promossi con il marchio Giffoni - perché allora non guardare con attenzione alle tante realtà produttive ed industriali della nostra regione e con queste creare un sistema che utilizzi e sfrutti al massimo il nostro marchio e la nostra storia, i percorsi e le nuove ‘vie della seta’ reali e virtuali?

Sarebbe stato facile per me chiamare nell’organizzazione persone e nomi importanti. Ma ho preferito negli anni affidarmi a giovani locali, investire su di loro, formarli, e oggi abbiamo una struttura capace e forte di competere e meravigliare. È un contrasto la vocazione internazionale con l’affermazione del locale? No. È invece un principio sano che con la tua storia, la tua cultura, le tue radici, con questa identità propria puoi andare dovunque. È una visione sbagliata mettere insieme le risorse organizzative e creative che abbiamo con la qualità dell’offerta di prodotti della nostra industria regionale? No. È un programma invece politico, culturale e industriale che va adottato oggi e non solo perché c’è l’esigenza di fare sistema. La Campania oggi deve avere la forza di fare delle scelte, deve tentare nuove e stimolanti programmazioni, scoprire nuovi mercati, competere con quelli esistenti. Questa è la vera forza che ci ha spinto a incontrare un gruppo di imprenditori regionali ai quali chiedere di camminare e crescere insieme. Giffoni vuole essere conosciuto meglio e per fare ciò può anche cambiare in alcuni aspetti per integrarsi con le aziende e seguire le regole del mercato. Giffoni ha anche il diritto di essere vissuto meglio e sostenuto nell’area e dal territorio nel quale opera da 41 anni”.

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di Redazione
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