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Girardi: "Serve uno sforzo straordinario delle banche"


Girardi: 'Serve uno sforzo straordinario delle banche'
17/11/2009, 16:11


NAPOLI - La crisi sta mostrando la sua faccia più dura e le banche non sostengono come potrebbero il sistema delle imprese edili. E’ quanto emerge, in sintesi, nel terzo numero di I.Co.Na, lo studio mensile realizzato dall’Acen in collaborazione con il Cresme, presentato stamane nella sede dei costruttori edili di Napoli. Accanto ai consueti dieci indicatori, che fotografano lo stato dell’arte nell’economia delle costruzioni, l’approfondimento sul rapporto tra credito in edilizia e mercato finanziario. “Siamo entrati nella fase più critica della crisi, i numeri parlano chiaro – ha commentato Rudy Girardi, neo presidente dell’Acen – una crisi aggravata dai ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione, che creano un’elevata rigidità finanziaria alle imprese edili. In questo senso - ha continuato Girardi - apprezziamo le misure del Parfas inserite dalla Regione Campania per costituire fondi patrimoniali a favore delle imprese creditrici della Pubblica Amministrazione”.
Ma, ovviamente, i fondi resi disponibili presso i Confidi regionali dall’ente di Santa Lucia non bastano.
“Chiediamo dunque uno sforzo straordinario alle banche – ha concluso il leader dell’Acen - in questo momento in cui la crisi di liquidità non può che trovare ristoro in migliori condizioni di accesso al credito finanziario”.
“Le difficoltà delle imprese nei rapporti con le banche – ha aggiunto Roberta Ajello, presidente del Centro Studi Acen - si sostanzia nei tempi di istruttoria troppo lunghi e nella riduzione delle quote di debito ammessa per nuove iniziative di investimento. Ma ciò che affatica ancor più il nostro sistema produttivo – ha sottolineato Ajello - è che il livello attuale dei prestiti non soddisfa gli accresciuti fabbisogni finanziari delle imprese e gli aumenti degli spread praticati dalle banche non consentono alle imprese di fruire dell’abbassamento del costo del denaro che favorirebbe la domanda di credito e, più in generale, la gestione aziendale”.
Uno dei punti critici per le imprese, non solo di settore, resta infatti la difficoltà di accesso al credito. Giuseppe Castagna, neo-direttore generale del Banco di Napoli, ha evidenziato che si tratta di "un problema generale, che a livello locale assume un carattere particolare a causa dei ritardati pagamenti delle Pubbliche Amministrazione, che drenano finanzia. E' importante - ha proseguito Castagna - instaurare tra banche e imprese un rapporto che sia veramente nuovo, anche nella direzione di stimolo alle amministrazioni perché assumano comportamenti più consoni al sostegno dell’economia locale”. Francesco Acito, direttore Corporate regionale Sud della BNL, ha invece evidenziato che a Napoli e in Campania “manca il numero sufficiente di operazioni di ampio respiro, come le operazioni di partenariato pubblico privato, rispetto alle quali le banche avrebbero maggiore interesse ad investire. Siamo - ha concluso Acito - davvero alla ricerca di operazioni da finanziare”. Gualtiero De Felice, responsabile dell’area Sud del Monte Paschi di Siena, ha poi sottolineato che “le banche hanno una responsabilità sullo sviluppo locale più rilevante della imprese e devono farvi fronte. In tal senso – ha concluso - sento di potermi impegnare a ridurre i tempi di istruttoria”
All’incontro sono intervenuti anche Mario Mustilli, ordinario di Finanza aziendale della Seconda Università di Napoli, Adriano Giannola, ordinario di Economia politica dell’Università Federico II di Napoli, Francesco Chianese, direttore generale della Banca Popolare di Sviluppo e Giuseppe Spaziani, responsabile area Campania dell’Unicredit Corporate Banking.

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di Redazione
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