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Gli economisti a Tremonti: "Non ci potrà zittire"


Gli economisti a Tremonti: 'Non ci potrà zittire'
03/09/2009, 10:09

Lettera aperta, pubblicata sul quotidiano "La Repubblica", di 16 economisti italiani, che sicuramente farà discutere. Nei giorni scorsi il Ministro delle Finanze, Giulio Tremonti, per reagire alle tante contestazioni sul decadimento economico attuale e futuro, in base alle previsioni, dell'Italia, ha attaccato pesantemente gli economisti accusandoli di non avere previsto la crisi attuale e affermando che avrebbero dovuto stare zitti per un anno o due, per fare ammenda. La lettera aperta, firmata da 16 economisti come Luigi Spaventa, Tito Boeri e Francesco Giavazzi, solo per dirne alcuni, contesta questa lettura del Ministro. Ammette il disagio degli economisti nel non avere previsto la portata della crisi (non la crisi in sè, perchè qualcuno ne aveva accennato da parecchio; e qualcun altro - non questi 16 - aveva ricordato come gli USA avevano scatenato la guerra in Iraq proprio per uscire da una situazione di stasi economica, ndr), ma rinfaccia al Ministro di non avere fatto nulla per combatterla. Cosa che si può facilmente ricavare dal contenuto degli atti legislativi. Infatti - ricorda la lettera - ancora nell'estate 2008 fu approvata la finanziaria triennale (un decreto legge, convertito in legge senza discussione in Parlamento a colpi di fiducia, ndr) che non conteneva alcuna misura per combattere la crisi. Eppure in quel momento l'Italia era l'unico Paese in Europa che aveva un PIL con una crescita sotto lo zero.

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di Antonio Rispoli
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