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GOVERNO CHIUDE ACCORDO CON SINDACATI CONFEDERATI; LE ALTRE SIGLE: "E' CARTA STRACCIA".


GOVERNO CHIUDE ACCORDO CON SINDACATI CONFEDERATI; LE ALTRE SIGLE: 'E' CARTA STRACCIA'.
15/09/2008, 09:09

Aumenta la tensione sulla situazione Alitalia. E a soffiare sul fuoco è proprio il governo, che prosegue con la sua politica fatta di inganni e sotterfugi, in cui molti cadono. Ieri se ne è avuto l'ennesimo esempio: il governo aveva convocato una riunione per tutte le sigle sindacali alle 18, facendola poi slittare alle 19 e poi alle 22; riunione mai avvenuta. Ma nel frattempo i ministri del Welfare, Maurizio Sacconi, e dei Trasporti, Altero Matteoli, concordavano con i 4 sindacati maggiori (CGIL, CIsl, UIL e UGL) e con i vertici della CAI un nuovo piano, che prevede l'assuzione in totale di 12.500 dipendenti dell'Alitalia: 1550 piloti, 3300 assistenti di volo, 7650 persone del personale di terra). Certo si tratta di 1000 persone in più della prima stesura, ma sono sempre pochi, rispetto ai 20 mila dipendendi che Alitalia ed AirOne hanno adesso. Insomma il governo applica il sempre valido "divide et impera", visto che trova sempre gli allocchi che ci cadono.

Ma le sigle autonome (ANPAC, UP, SDL, AVIA, ANPAV) hanno duramente contestato sia l'accordo sia il metodo utilizzato con un duro comunicato, in cui ricordano che loro rappresentano la maggioranza dei dipendenti Alitalia e che l'accordo sottoscritto è solo carta straccia. Ed anche i lavoratori, che ieri hanno fatto delle manifestazioni contro le scelte del governo e della CAI su Alitalia, stanno facendo pressing sui sindacati affinchè rigettino il piano proposto.

Nel frattempo si è saputo che l'ENAC sta meditando di annullare la licenza provvisoria per Alitalia che è stata concessa il 2 settembre, in quanto - dato l'andamento delle trattative - non si vede la necessaria continuità operativa. Se dovesse accadere, poichè la licenza ordinaria è stata revocata quando è stata concessa quella provvisoria, avremo un danno per Alitalia incalcolabile, che ne danneggerà la reputazione in maniera quasi irreparabile.

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di Antonio Rispoli
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