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GRANDI OPERE...GRANDI DELUSIONI


GRANDI OPERE...GRANDI DELUSIONI
07/04/2008, 13:04

Sono soltanto 8 le "grandi opere" completate alla data odierna. Nei progetti inizial della famosa "legge obiettivo" del 2001, le grandi infrastrutture, dovevano essere ben 137. Il governo Berlusconi, come in molti ricorderanno, vagliò infatti un piano speciale per risollevare il paese attraverso la costruzione di strade, autrostrade, ponti, binari, acquedotti ecc...i lavori, dovevano servire a collegare regioni vicine che erano (e purtroppo sono tutt'ora) separate da barriere naturali apparentemente insormontabili.

Come nella migliore tradizione italiana, però, le grandiose premesse (e promesse) iniziali, sono direttamente proporzionali al grado di lentezza e di inefficienza nella loro attuazione. Le cifre, infatti, parlano di 6 cantieri fermi da un anno al progetto preliminare e altri 8 fermi, sempre da un anno circa, al progetto esecutivo. Sempre stando agli ultimi dati disponibili, gli interventi approvati sono stati 144 . La scorporazione delle macro-infrastrutture iniziali in 15 sistemi, è dovuta al governo Prodi che, nel 2006, effettuò una sorta di cernita di priorità tra le priorità. Il tutto, secondo i piani del parlamento, per velocizzare i lavori.  Lavori che, però, anche secondo le informazioni pervenute dall' Ance, procedono con preoccupante lentezza. Le cause?! Anche qui nulla di particolarmente nuovo. A rallentare in maniera vergognosa la costruzione degli impianti, sono infatti le consuete noie burocratico-amministrative, le conflittualità tra organi regionali, provinciali e statali e, altra componente "nuova," uno stanziamento (3 miliardi di euro) che, secondo le stime, copre solo per metà i fondi necessari al completamento dell'intero progetto.

A complicare ulteriormente le cose, c'è il mutamento del ruolo del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) voluto sempre dal governo Prodi e, proprio secondo il Cipe, questa:"Complessa riorganizzazione, ha di fatto costituito un elemento di rallentamento di tutte le ordinarie attività approvative e di coordinamento svolte dal Cipe tra la seconda metà del 2006 e la prima metà del 2007". Un paese, il nostro, che invece di snellire le procedure amministrativo-esecutive, pare provare un perverso piacere nell'imbottirle ulteriormente e di creare labirinti laddove, di strade contorte, ne esistono già in abbondanza. Anche la gestione finanziaria dell'Anas risalente al 2006, secondo la corte dei conti, è pericolosamente fallimentare. In un nota pubblicate il 31 marzo scorso, si legge infatti che:"L’attuazione della legge obiettivo palesa vistose lentezze e ritardi che delineano un quadro decisamente negativo. La nota poi rincara la dose aggiungendo che:"Delle 137 opere deliberate dal Cipe alla data del 30 novembre 2006 ne risultavano completate soltanto 4 e in corso 25, queste ultime pari a poco più di un quinto di quelle approvate; altre 35 opere risultavano invece in attesa dell’apertura dei cantieri".

Come ciliegina sulla torta di cemento armato, c'è la notizia, anche questa per nulla confortante, che circa la metà delle opere in progetto di realizzazione, non sono nemmeno arrivate alla gare (I bandi aggiudicati, secondo i dati più recenti, sono infatti solo 87). Come se tutto ciò non bastasse, le 8 opere portate a termine fino ad oggi, con tutto il rispetto dovuto sia ai lavori che ai territori sui quali sono stati effettuati, non sono poi così "grandi". Dal 2001 al 2006 sono infatti sono state concluse reti elettriche, un’interconnessione di sistemi idrici, lotti della Salerno-Reggio Calabria, il consolidamento dei costoni sulla collina dei Camaldoli (lato Soccavo) e l’asse autostradale Palermo-Messina (inaugurata dal governo Berlusconi). Tutte costruzioni che, paragonate al ponte sullo stretto di Messina a alla linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (Tav), lasciano, inevitabilmente, un forte senso di delusione. Grandi promesse, grandi opere, grandi delusioni; piccola Italia

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di Germano Milite
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