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'GUERRA DEL GAS', TUTTO PRONTO MA RUBINETTI ANCORA CHIUSI


'GUERRA DEL GAS', TUTTO PRONTO MA RUBINETTI ANCORA CHIUSI
09/01/2009, 20:01

Raggiunto l’accordo tra l’Unione europea e i due Paesi che hanno dato vita alla crisi, tutto pare pronto per una rapida ripresa delle forniture di gas russo attraverso l’Ucraina. Gli osservatori Ue, tra cui anche esperti dell’Eni, sono già al lavoro nella centrale di smistamento di Kiev. Per Bruxelles la situazione potrebbe quindi tornare alla normalità nel giro di tre giorni, sebbene Russia e Ucraina si guardino ancora in cagnesco. Per tentare di risolvere gli attriti, il premier ceco Mirek Topolanek è volato a Kiev, dove ha incontrato il premier e il presidente ucraini, Ilulia Timoshenko e Victor Iushenko. Domani sarà a Mosca per incontrare il premier russo, Vladimir Putin. La questione principale da affrontare sembra, a quanto punto, quella della forma che deve avere l’accordo, con Mosca che insiste per arrivare ad una intesa scritta e firmata da tutte le parti. A Bruxelles, il Gruppo di coordinamento sul gas ha deciso alcune misure per fronteggiare l'emergenza, che ha messo molti Paesi in ginocchio e in serie difficolta' tutti gli altri. Anche l'Italia, seppure - spiega la Commissione Ue - Roma abbia preso tutte le misure necessarie per rendere ''gestibile'' la situazione. Tra gli interventi decisi dagli esperti europei, quello di aumentare al massimo livello la produzione di gas in Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Romania e Polonia, per compensare la mancanza di gas russo; inoltre, limitare i consumi industriali e aumentare al massimo il prelievo di gas dalle riserve. Una prossima riunione è prevista per il 19 gennaio, mentre lunedì a Bruxelles si svolgerà un Consiglio straordinario dei ministri Ue dell’energia, al quale parteciperà anche il “nostro” Claudio Scajola (nella foto). In un incontro con il numero uno di Gazprom Aleksei Miller, il presidente russo Dmitri Medvedev ha ordinato di non riattivare l'export finchè Kiev non firmerà nero su bianco un protocollo vincolante sul monitoraggio. Mosca preme inoltre per avere anche degli osservatori sul versante russo, per verificare da entrambi i lati le quantità immesse e paragonarle con quelle effettivamente in arrivo ai clienti europei. Per quanto riguarda i rifornimenti destinati all’Ucraina, invece, il presidente russo ha annunciato che d’ora in poi non ci saranno più preferenze o sconti. Il leader del Cremlino ha dettagliato le accuse di corruzione rivolte ieri dal premier Vladimir Putin alla leadership ucraina: ''L'anno scorso abbiamo fornito agli ucraini il gas a 179,5 dollari per 1.000 metri cubi. Loro lo hanno rivenduto sul mercato interno a 320 dollari. La differenza è finita nelle tasche di strutture a noi sconosciute''. Per il futuro, occorre ''un modello di calcolo dei prezzi condiviso da tutti i Paesi e basato su indicatori universali''. Rientra intanto nell'arena la premier ucraina Timoshenko, che con il suo presidente Iushenko ha un difficile rapporto di coabitazione, e che è più disponibile al compromesso con Mosca ed era stata finora tagliata fuori dai negoziati.

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di Nico Falco
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