Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

I caratteri distintivi della procedura esattoriale


I caratteri distintivi della procedura esattoriale
04/04/2010, 09:04

L’Agente della riscossione procede alla riscossione coattiva dei crediti iscritti a ruolo, degli interessi di mora e delle spese di esecuzione secondo il disposto del titolo II del D.P.R. n. 602/1973.
Sul piano generale, è possibile notare come fondamentale elemento di specialità della procedura in questione sia l’ampia autonomia processuale goduta dall’Agente della riscossione, autonomia che si spinge sino a consentire che la vendita nell’espropriazione immobiliare sia interamente gestita dall’esattore.
La garanzia giurisdizionale viene pertanto relegata a mero momento di controllo dell’attività esecutiva interamente svolta dal Concessionario.
Detto questo in termini generali, vanno poi indicati alcuni particolari benefici di cui gode la procedura esecutiva esattoriale.
Ai sensi dell’art. 47, comma 1, D.P.R. n. 602/1973: “I conservatori dei pubblici registri mobiliari ed immobiliari eseguono le trascrizioni e le cancellazioni dei pignoramenti e le iscrizioni e le cancellazioni di ipoteche richieste dal concessionario, nonché la trascrizione dell’assegnazione prevista dall’art. 85 in esenzione da ogni tributo e diritto”.
Ancora, ai sensi dell’art. 47, comma 2, D.P.R. n. 602/1973: “I conservatori sono altresì tenuti a rilasciare in carta libera e gratuitamente al concessionario l’elenco delle trascrizioni ed iscrizioni relative ai beni da lui indicati, contenente la specificazione dei titoli trascritti, dei crediti iscritti e del domicilio dei soggetti a cui favore risultano fatte le trascrizioni e le iscrizioni”.
Ancora. Ai sensi dell’art. 48, D.P.R. n. 602/1973: “Le tasse e i diritti per atti giudiziari dovuti in occasione ed in conseguenza del procedimento di riscossione coattiva sono ridotti alla metà e prenotati a debito per il recupero nei confronti della parte soccombente, quando questa non sia il concessionario”.
Per la riscossione delle somme non pagate l’Agente della riscossione tributi procede ad espropriazione forzata sulla base del ruolo, che costituisce titolo esecutivo. L’esattore può altresì promuovere azioni cautelari e conservative, nonché ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.
Il procedimento di espropriazione forzata è regolato dalle norme ordinarie applicabili in rapporto al bene oggetto di esecuzione, in quanto non derogate dalle disposizioni speciali del D.P.R. n. 602/1973.
Gli atti relativi a tale procedimento sono notificati, come visto addietro, con le modalità previste per la notifica della cartella esattoriale, mentre le funzioni demandate agli ufficiali giudiziari sono esercitate dagli ufficiali della riscossione.
L’Agente della riscossione procede ad espropriazione forzata quando è inutilmente decorso il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, ovviamente fatte salve ipotesi di dilazione o sospensione del pagamento.
Allo stesso modo si è già osservato come, nell’ipotesi in cui l’espropriazione non fosse iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni, con le modalità di cui all’art. 26, D.P.R. n. 602/1973. Tale avviso, come visto, perde efficacia trascorsi centoottanta giorni dalla data della relativa notifica.
Il pignoramento perde efficacia, per espressa previsione dell’art. 53, D.P.R. n. 602/1973, quando, dalla sua esecuzione, sono trascorsi centoventi giorni, senza che sia stato effettuato il primo incanto. Ai sensi del successivo art. 55, fermo il disposto degli artt. 539 e 553 del c.p.c., l’Agente della riscossione non può chiedere l’assegnazione dei beni pignorati, né rendersi acquirente dei medesimi negli incanti, neppure per interposta persona.
Vanno ora visti alcuni istituti che integrano la disciplina generale dell’esecuzione esattoriale.
Ai sensi dell’art. 51, D.P.R. n. 602/1973 “Qualora sui beni del debitore sia già iniziato un altro procedimento di espropriazione, il concessionario può dichiarare al giudice dell’esecuzione di volersi surrogare al creditore procedente, indicando il credito in relazione al quale la surroga è esercitata”. Si tratta dell’istituto della surroga dell’Agente della riscossione nei procedimenti esecutivi già iniziati da altri creditori, diritto di surroga esercitatile dall’Esattore sino al momento dell’aggiudicazione o dell’assegnazione.
Allo stesso modo, il legislatore riconosce la possibilità di intervento di altri creditori nei procedimenti esattoriali. A tal proposito, l’art. 54, D.P.R. n. 602/1973 sostiene che: “I creditori che intendono intervenire nell’esecuzione debbono notificare al concessionario un atto contenente le indicazioni prescritte dal secondo comma dell’art. 499 del codice di procedura civile”. Tale intervento, tuttavia, conferisce ai creditori soltanto il diritto di partecipare alla distribuzione della somma ricavata dalla vendita dei beni pignorati.
A chiusura di tale disciplina generale, l’art. 56, D.P.R. n. 602/1973, sostiene che “Gli atti del procedimento di espropriazione, compresa la prova degli adempimenti prescritti dall’art. 498 del codice di procedura civile sono depositati, a cura del concessionario, nella cancelleria del giudice dell’esecuzione nel termine di dieci giorni dalla vendita. Nello stesso termine, salvo quanto previsto dal comma 3, la somma ricavata dalla vendita è consegnata al cancelliere per essere depositata nella forma dei depositi giudiziari. Se nell’esecuzione non sono intervenuti altri creditori aventi diritto ad essere soddisfatti con preferenza o in via concorrente rispetto al concessionario, ovvero se la somma ricavata è sufficiente a soddisfarla integralmente, il giudice dell’esecuzione autorizza il concessionario a trattenere l’ammontare del suo credito, depositando in cancelleria l’eventuale eccedenza, ovvero, se non sono intervenuti altri creditori, restituendola al debitore”.
Tale norma, si torna a ripetere, si pone a necessaria chiusura di un sistema che conferisce ampi poteri esecutivi ad un soggetto pur sempre privato, poteri il cui esercizio, pertanto, necessita quanto meno di un controllo giurisdizionale, seppur successivo, come quello previsto dall’art. 56 D.P.R. n. 602/1973. Ecco perché si è individuato quale fondamentale elemento di specialità della procedura in questione l’ampia autonomia processuale goduta dall’Agente della riscossione, autonomia che si spinge sino a consentire che la vendita nell’espropriazione immobiliare sia interamente gestita dall’Esattore.

Commenta Stampa
di Francesco Cossu
Riproduzione riservata ©