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I molteplici protagonisti del project financing


I molteplici protagonisti del project financing
14/07/2010, 21:07

Ruolo centrale assumono il/i promotore/i, e la S.P.V. (Special purpose vehicle o società di progetto).
Il promotore (o sponsor) promuove la realizzazione dell’iniziativa sino alla fase gestionale e fornisce il capitale di rischio (si tratta per solito di imprese in joint venture o in associazione temporanea d’imprese), ed il suo compito essenziale è la c.d. implementazione del progetto, cioè la sua strutturazione sotto il profilo tecnico, giuridico, finanziario, la sottoscrizione dei relativi contratti, l’avvio dei lavori di realizzazione, l’erogazione dei relativi finanziamenti per la parte assicurata in proprio dal capitale di rischio e la negoziazione dei capitali da reperire sul mercato bancario.
La società di progetto (S.P.V.), peraltro non esclusiva nell’ordinamento italiano del project financing (potendo essere costituita anche nella “semplice” concessione di costruzione e gestione di infrastrutture e servizi di pubblica utilità), subentra a titolo originario al concessionario, o realizzatore (che di solito finisce per coincidere col promotore), e ad essa è affidata, come già visto, la gestione dell’opera una volta realizzata.
I finanziatori sono in senso proprio le banche che forniscono il capitale da investire nella realizzazione dell’opera.
Le banche, peraltro, intervengono nella fase di elaborazione del progetto anche come consulenti finanziari (financial advisor) e organizzatori del prestito (arrangers), come pure in tale fase figurano società di servizi e società di revisione; nell’ordinamento italiano alle banche compete anche l’asseverazione del piano economico-finanziario.
Le autorità pubbliche svolgono ruolo assai incisivo, sia in fase di programmazione delle opere da realizzare mediante project financing, sia con eventuali sostegni finanziari o sgravi fiscali, sia assicurando gli adempimenti amministrativi necessari per la costruzione dell’opera.
Sempre sul piano generale, le fasi del project financing possono distinguersi nella:
a) identificazione del progetto, con la individuazione dell’idea progettuale, la sua strutturazione tecnico-giuridica e finanziaria, la sottoscrizione dei contratti per la sua realizzazione; in tale fase alla definizione dell’idea progettuale segue la sua verifica (studio di fattibilità) da parte dell’advisor finanziario e l’elaborazione del c.d. information memorandum (documento informativo preliminare), che contiene tutte le informazioni sul progetto, ivi compresi il piano economico-finanziario ed il therm sheet, ovvero il documento sintetico sul finanziamento, la sua composizione, i termini di utilizzo e rimborso del prestito, il tasso d’interesse passivo, le banche finanziatrici, il pacchetto delle garanzie, l’insieme degli impegni, obblighi e limitazioni che gravano sul debitore (covenant); in effetti l’information memorandum è un documento complesso e composito (descrizione di progetto, promotori e struttura societaria; quadro normativo e rapporti con le autorità pubbliche; caratteristiche, specifiche tecniche, capacità produttiva, modalità e tempi di realizzazione delle opere e loro manutenzione; tecnologia del progetto; impatto ambientale; caratteristiche del mercato di finanziamento; gestione dell’iniziativa; modello economico-finanziario; struttura finanziaria del progetto; garanzie e aspetti assicurativi);
b) implementazione del progetto, in cui si provvede alla sottoscrizione dei contratti, all’avvio dei lavori di costruzione, all’erogazione dei finanziamenti, fase che termina con il collaudo delle opere;
c) gestione operativa dell’opera realizzata, con il rimborso del debito finanziario mediante il flusso dei ricavi ed il ripagamento del capitale di rischio: il rimborso pone termine all’operazione in project financing e da quel momento inizia la fase economicamente attiva per la S.P.V.
Particolare interesse assume, nella fase di identificazione dell’iniziativa il c.d. studio preliminare di fattibilità, che compete euristicamente al financial advisor, e che è inteso a individuare i primi elementi progettuali attraverso i c.d. test di viabilità tecnica ed economico-finanziaria, e in definitiva a verificare se il progetto è strutturabile in project financing, anche mediante i possibili “scenari economico-finanziari”.
Importanza cruciale assume l’analisi del progetto da parte della banca, come financial advisor o ai fini dell’asseverazione del piano economico-finanziario, che attiene ai promotori, al mercato, al profilo tecnico, ai costi, alle garanzie, ai flussi di cassa attesi, ai tempi ai fini delle operazioni di capitalizzazione e sconto.
Poiché la validità economico-finanziaria di un progetto è funzione di una serie di variabili, la identificazione di quest’ultime e la loro previa valutazione diventa fondamentale: tale è il compito della c.d. analisi di sensitività, che serve appunto a individuare le varianti strategiche, cioè i fattori per i quali una piccola variazione rispetto all’ipotesi di base determina un significativo cambiamento della performance di un progetto, e i parametri minimi accettabili di ogni variante strategica, ovvero la misura di discostamento dall’ipotesi di base entro la quale è comunque assicurata la bancabilità dell’iniziativa (tali variabili attengono alla domanda del bene o servizio, al suo prezzo, al livello dei costi di costruzione e gestione, al livello dei ricavi, al tempo di realizzazione, al tasso d’interesse passivo sul debito, all’incidenza di imposte e tasse, alla struttura delle fonti di finanziamento).
Nell’analisi del progetto, ed in particolare del piano economico-finanziario, assume importanza notevole il rapporto tra capitale proprio di rischio (equity) e capitale di debito (debt), espresso dalla formula equity/debt; il capitale di rischio è quello fornito dai mezzi propri investiti dal promotore, di solito attraverso il capitale sottoscritto nella S.P.V.; una composizione quanto più ottimale della struttura delle fonti di finanziamento, ossia del rapporto equity/debt, è essenziale per massimizzare il valore economico dell’investimento, ovvero minimizzare il costo del capitale di debito: una significativa partecipazione del promotore con capitale di rischio proprio è importante ai fini della bancabilità del progetto, perché le banche difficilmente accettano di correre un rischio commerciale pieno sul progetto, tenuto conto che assai di rado sono disposte ad assumere il ruolo di investitori quali soci della S.P.V.

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di Francesco Cossu
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