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I patti parasociali nelle società per azioni


I patti parasociali nelle società per azioni
14/02/2009, 22:02

Lo statuto delle società è quel documento in cui sono raccolte le norme (i patti) che regolano le medesime società. In allegato allo stesso statuto, ordinariamente vengono disposti i cc.dd. patti parasociali che regolano l’esercizio dei diritti sociali, sia amministrativi che patrimoniali, in capo a tutti ovvero ad alcuni soci soltanto. I soci aderenti a tali patti si obbligano a tenere, tra loro, i comportamenti pattuiti nella gestione di poteri.
In buona sostanza, i soci possono disciplinare, tra loro, i rapporti in modo diverso o integrativo rispetto a quanto stabilito nell’atto costitutivo o nello statuto, attraverso accordi che vincolano esclusivamente i soci aderenti ai patti e non coloro che risultano, invece, estranei agli accordi.
Il vincolo comportamentale resta limitato alle parti aderenti al patto impedendo l’estensione ad altri soci sia presenti che futuri.
I patti parasociali sono contratti non formali dai quali scaturiscono effetti di carattere strettamente obbligatorio. Tali patti possono contenere obbligazioni che hanno per oggetto un fare ovvero un non fare, comportando per l’inadempiente, pur mantenendo ferma l’efficacia dell’atto compiuto, l’assoggettamento alla disciplina in generale prevista per le obbligazioni e quella particolare prevista dal patto sottoscritto.
I patti devono rispettare le norme imperative ed i principi generali dell’ordinamento e non devono ledere gli interessi societari oppure recare pregiudizio al raggiungimento dello scopo sociale.
Analoga disciplina è prevista per i sindacati di voto (particolare fattispecie di patto parasociale) in cui i soci si obbligano a votare a maggioranza o all’unanimità, in base a quanto deciso dagli stessi soci di comune accordo.
È possibile anche la previsione di una decisione a maggioranza dell’organo del sindacato di voto in base a quorum costitutivi e deliberativi calcolati per teste o per quote.
Si ha un sindacato di voto ad efficacia obbligatoria, nell’ipotesi in cui il singolo socio interviene in assemblea e vota secondo le decisioni del sindacato.
Si ha, invece, un sindacato ad efficacia reale, quando il socio rilascia una delega ad un rappresentante, il quale esprime il voto seguendo le istruzioni degli stessi soci oppure in maniera discrezionale.
Il patto non è opponibile ai soci non sottoscrittori, non facendo parte dell’accordo, né può essere efficace nei confronti della società, a meno che la stessa non partecipi espressamente al patto, assumendone, in tal caso, tutti gli obblighi.
Il partecipante al patto inadempiente, può essere, oltre che escluso, anche chiamato a risarcire gli eventuali danni arrecati agli altri partecipanti al patto dal mancato adempimento.
Il legislatore, con la riforma del 2003, ha accostato la disciplina dei patti parasociali delle società di capitali non quotate a quella delle società aventi azioni negoziate nei mercati regolamentati.
Relativamente ai patti parasociali contenuti in società per azioni che non fanno ricorso al capitale di rischio, non sono previsti particolari obblighi di carattere informativo che non sia quello di reciproca informazione tra i soci.
I patti parasociali sono accessori e collegati al contratto sociale. Ciò significa che le vicende che interessano il contratto sociale comportano conseguenze all’accordo parasociale, ma non il contrario.
I patti parasociali aventi per oggetto la stabilizzazione degli assetti proprietari o del governo della società, relativi quindi all’esercizio di voto e alle limitazioni delle azioni o di partecipazioni in società controllanti o l’esercizio di un’influenza dominante su tali società, possono essere stipulati, in base all’art. 2341-bis:
 a) a tempo determinato, per un periodo non superiore a cinque e sono rinnovabili alla scadenza;
b) a tempo indeterminato, ma con diritto di recesso per ciascun socio, con un preavviso almeno 180 giorni.
I patti parasociali, se riguardano società che fanno ricorso al capitale di rischio, devono essere, secondo quanto stabilito dall’art. 2341-ter, comunicati alla società e dichiarati all’apertura di ciascuna assemblea dai soci componenti il patto oppure dai membri di organi sociali che erano informati. Il segretario designato provvede alla trascrizione della dichiarazione nel verbale dell’assemblea che sarà depositato presso il registro delle imprese.
Se il patto parasociale non viene dichiarato, è inibito l’esercizio di voto per i componenti il patto e la eventuale delibera assunta, in violazione del divieto, attraverso il determinante voto degli aderenti al patto, è annullabile.
Non sono previste sanzioni né per la mancata comunicazione del patto alla società, né per il mancato deposito della dichiarazione presso il registro delle imprese.

 

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di Francesco Cossu
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