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L’appello di Agcai: “A rischio chiusura 5000 aziende"

“I proclami del M5S contro il gioco d’azzardo sembrano solo un ricordo”

"Sono in pericolo oltre centomila posti di lavoro"

“I proclami del M5S contro il gioco d’azzardo sembrano solo un ricordo”
08/12/2018, 16:43

ROMA - “Anche questo governo in linea con il vecchio per quanto concerne l’azzardo. Proroga le concessioni  e rinvia la sostituzione delle slot di altri due anni. Le lobby hanno fatto arrivare le loro richieste a Palazzo Chigi che prontamente le ha accettate. Di Maio e Salvini non rispettano quello che loro stessi hanno firmato nel contratto di governo: l’eliminazione di videolottery e slot machine”.

Lo afferma Benedetto Palese, presidente di Agcai (Associazione Gestori e Costruttori Apparecchi da Intrattenimento).

“Le Vlt continueranno a riciclare denaro e a rovinare tantissime famiglie italiane con perdite orarie di migliaia di euro e, purtroppo, la sostituzione delle slot dai bar con apparecchi con più elementi di intrattenimento e divertimento awp (amusement with prize) e con perdita oraria limitata non vedranno la luce a breve o forse mai.

Sono proprio i gestori - aggiunge Palese - che da tre anni chiedono l’inserimento di questi nuovi apparecchi che potrebbero contribuire a debellare l’azzardopatia e la ludopatia. Invece, grazie alle circolari diffuse dall’Agenzia dei Monopoli, le multinazionali straniere stanno conquistando tutto il mercato istallando in tutte le slot nuovi e pericolosi software d’azzardo provenienti dai migliori casinò del mondo”.  

“Tutto questo dietro l’inerzia anche del vicepremier Luigi Di Maio - rimarca il leader di Agcai - che nulla ha fatto pur conoscendo la reale situazione, ben illustrata al vice capo di gabinetto. Eppure  al ministero del lavoro e delle attività produttive abbiamo spiegato che sono a rischio chiusura 5000 aziende costituite dai piccoli gestori con il licenziamento di oltre centomila lavoratori e il dramma delle loro famiglie.

I proclami contro le lobby del gioco d’azzardo del Movimento 5 Stelle sembrano ormai un lontano ricordo. Invece di restituire, attraverso la riduzione del Preu una consistente somma delle perdite ai giocatori, è stato nuovamente elevato il prelievo fiscale per rimpinguare ancor di più le casse statali con i soldi della povera gente. Lo Stato diventa sempre più ‘biscazziere’ e ‘dipendente’ delle lobby che continueranno a dettare legge”.

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di Emilia Velardi
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