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Pressioni della Ue su Berlino per salvare Atene

I tedeschi contro gli aiuti alla Grecia


I tedeschi contro gli aiuti alla Grecia
27/04/2010, 21:04

BERLINO – La Germania è sempre stata ostile in passato all’entrata dell’Italia nella moneta unica perché non aveva i conti pubblici in regola, una reticenza che era dovuta alla predilezione per una finanza pubblica stabile che rassicurasse i tedeschi da un ritorno del nazismo, che sull’instabilità economica marciò fino ad arrivare al potere. Ora la Germania sembra restia ad aiutare la Grecia che affonda nei debiti.   Gli elettori tedeschi, e una parte dell'opinione pubblica, si schierano contro gli aiuti alla Grecia, mentre Bruxelles aumenta la pressione sulla cancelliera Angela Merkel avvertendo che l'Ue rischia la «catastrofe» in mancanza di un intervento a favore di Atene.
Alla vigilia di una giornata densa di appuntamenti per la leader conservatrice, che domani terrà un vertice sulla Grecia con numerosi suoi ministri e incontrerà - tra gli altri - il direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Dominique Strauss-Khan, un nuovo sondaggio ha indicato il grado di ostilità dei tedeschi nei confronti della prevista partecipazione di Berlino al salvataggio della Grecia.
Secondo la Infratest dimap, ben il 57% dell'elettorato è contrario a questa eventualità, mentre solo il 33% dei cittadini sarebbe favorevole. E difficilmente l'umore potrà cambiare nei prossimi giorni, anche alla luce della dura campagna anti-Atene che una parte della stampa continua ad alimentare. Come il tabloid Bild, il giornale più seguito della Germania, con i suoi sette milioni di lettori: «Perché dovremmo pagare per le pensioni di lusso dei greci?», titola oggi il giornale in prima pagina. Questa è una domanda che ormai molti in Germania si pongono e, non a caso, la vicepresidente della Commissione Ue - Viviane Reding - è intervenuta proprio sulla stampa tedesca per cercare di convincere l'opinione pubblica e aumentare la pressione sulla Merkel.
Un eventuale fallimento della Grecia potrebbe innescare una «reazione a catena» che avrebbe conseguenze «catastrofiche» per tutta l'Europa, ha detto la Reding al quotidiano Die Welt. «Il destino economico e finanziario della Grecia è collegato in modo inseparabile in questa crisi al benessere del resto dei paesi dell'euro», ha sottolineato. Ma cambiare la posizione di Berlino non sarà facile.
La Germania deciderà solo dopo le trattative tra l'Fmi e Atene, ha detto oggi il vice cancelliere Guido Westerwelle (Fdp), ribadendo che dal governo tedesco non arriverà alcun assegno in bianco. «La Germania aiuterà (Atene) se le condizioni saranno rispettate», aveva detto ieri la Merkel. Come aveva già fatto la Merkel, anche Westerwelle ha sottolineato l'importanza della stabilità dell'euro. Tuttavia, secondo l'ex ministro degli Esteri tedesco, Joschka Fischer (Verdi), la moneta unica non sopravviverà senza una riforma basilare: «I membri dell'euro dovranno mettere l'intero sistema su una nuova base se la moneta unica deve avere un futuro», ha detto Fischer al mensile Cicero, spiegando che non ci sono alternative agli aiuti alla Grecia

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di Mario Aurilia
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