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ICE : DATI CONCLUSIVI SUL FUTURO DELL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DEI PRODOTTI CAMPANI


ICE : DATI CONCLUSIVI SUL FUTURO DELL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DEI PRODOTTI CAMPANI
31/10/2008, 08:10

Oltre l'80% di partecipazione ai seminari da parte delle imprese selezionate, operatori esteri soddisfatti dei prodotti offerti dalle aziende campane ed interessati a continuare i rapporti con gli imprenditori incontrati nel corso delle numerose iniziative intraprese dalle sedi provinciali della Camera di Commercio in questi mesi nell'ambito del programma “Campania internazionale: azioni di internazionalizzazione del sistema produttivo campano”, coordinata dalla sede regionale dell'ICE e dallo sportello SPRINT Campania.

E' quanto emerso oggi nel corso del seminario sulla diffusione dei risultati del programmaorganizzato nella sala Italia della Mostra d'Oltremare di Napoli, durante il quale sono stati presentati i dati e le indicazioni per l'internazionalizzazione del sistema produttivo campano.
Fattori strategici per l'export, dunque, risultano i seguenti : distribuzione (14%), pratiche burocratiche (11%), servizi pubblici a sostegno dell'internazionalizzazione (11%), barriere doganali (10%), disponibilità finanziaria (8%), valutazione partner esteri (8%), presenza di una risorsa umana all'interno dell'azienda dedicata all'estero (7%), prezzi poco competitivi (6%), barriere linguistiche (5%), barriere fiscali (5%), contratti commerciali ($%), barriere culturali (3%), non idoneità del prodotto nel mercato considerato (2%).
In questo contesto si è inserito quindi anche il piano strategico per il settore TAC della Campania, presentato dal professore Paolo Stampacchia, ordinario di economia e gestione delle imprese all'università “Federico II” di Napoli. Secondo questo studio, rivolto alle imprese con potenzialità di sviluppo internazionale e disponibili a partecipare a processi integrati di qualificazione e promozione della loro offerta, è possibile individuare indicazioni commerciali e modalità di inserimento in determinati mercati esteri in previsione della prossima programmazione degli interventi regionali. Tra i Paesi definiti “interessanti” per il mercato campano emergono quindi, nell'Est Europa, Russia, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Turchia per l'alto livello di accessibilità fisica ed attrattività oltre che per il medio livello di competitività delle imprese. I clienti finali risulterebbero invece gli appartenenti ad una classe media di industriali e nuovi professionisti che aspira a condizioni di benessere materiale di tipo “occidentale”, mentre il posizionamento pur se inferiore a quello delle grandi griffes dovrà caratterizzarsi per un contenuto di prodotto significativo rispetto ai prezzi praticati attraverso realtà distributive di medie dimensioni ed operatori locali del medio dettaglio. Il tutto, magari, supportato dalla creazione di un consorzio tra imprese contraddistinto da un marchio ombrello
consortile che non richiami la specificità campana.
Rispetto invece alle altre aree esaminate, nel cluster dell'Europa occidentale emergono le posizioni di elevato interesse di Germania, Svizzera e Paesi Bassi, mentre in Asia si rileva un'alta attrattività di Cina e Corea del Sud. In Medio Oriente poi Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita si qualificano per un'elevata attrattività, mentre in Asia centrale ed Oceania conviene puntare su India, Australia e Filippine ed in Sud America su Brasile e Messico.
Quanto poi ai casi specifici, significativo è sembrati a tutti i presenti quello dell'oreficeria, illustrato nel piano strategico di settore da Roberto Bianco. Sebbene infatti gli artigiani campani siano considerati più artisti che manager, si ritrova una crisi di managerialità (solo il 44% fa un budget) e la mancanza di una visione di fondo sistemica e lungimirante : se infatti il 70% delle aziende ritiene importante l'attività sui mercati esteri, il 64% confessa di non avere una strategia ad hoc, sebbene emerga anche come gli investimenti in comunicazione siano stati ormai quintuplicati. Il 52% delle imprese inoltre ricerca con affanno finanziamenti pubblici e solo il 19% si avvale di una consulenza pubblica.
Alla tavola rotonda hanno preso parte anche: il direttore dell’ICE di Napoli Domenico Ciccarelli coadiuvato dai Referenti tecnici della struttura, il direttore di Città della Scienza Edoardo Imperiale, Innocenzo Orlando (Intertrade – Azienda speciale della Camera di Commercio di Salerno ), Riccardo De Falco (Direttore di Eurosportello – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Napoli), Antonello Murru (Referente Tecnico Camera di Commercio di Avellino) nonché referenti tecnici delle CCIAA di Caserta e Benevento, il dirigente del Dipartimento Politiche Comunitarie della Provincia di Napoli Claudio Pomella ed il dirigente CdR Turismo e Spettacolo della Provincia di Salerno Ciro Castaldo, l’esperto Task Force Internazionalizzazione Mis. 6.5 Maria Antonietta Busino.

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di Redazione
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