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Il bilancio consolidato


Il bilancio consolidato
10/02/2010, 22:02

La disciplina del bilancio consolidato è stata introdotta con il D.Lgs. 9 aprile 1991 n. 127 ed altri successivi interventi legislativi, per affrontare il problema della trasparenza delle informazioni relative ai bilanci di società tra loro legate da rapporti di controllo.
In base all’art. 25 D.Lgs. n. 127/1991, le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata, che controllano un’impresa, sono tenute alla redazione del bilancio consolidato.
Il medesimo obbligo vige anche per gli enti pubblici, di cui all’art. 2201 c.c., le società cooperative e le mutue assicuratrici che controllano una società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata.
Innanzitutto, bisogna stabilire quali si definiscono imprese considerate controllate:
- le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;
- le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria.
Analogamente, possono essere in ogni caso considerate controllate:
- le imprese su cui un’altra ha il diritto di esercitare un’influenza dominante, in virtù di un contratto ovvero di una clausola statutaria quando la legge applicabile consenta tali contratti o clausole;
- le imprese in cui un’altra controlla da sola la maggioranza dei diritti di voto, in base ad accordi con altri soci.
Il legislatore pone dei limiti all’obbligo della redazione del bilancio consolidato. Non sono, infatti, obbligate le imprese controllanti che, unitamente alle imprese controllate, non abbiano superato, per due esercizi consecutivi, due dei seguenti limiti:
a) euro 12.500.000 nel totale degli attivi degli stati patrimoniali;
b) euro 25.000.000 nel totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni;
c) 250 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.
Tale esonero non si applica se l’impresa controllante ovvero una delle imprese controllate abbia emesso titoli quotati in borsa.
Non sono inoltre obbligate alla redazione del bilancio consolidato, le imprese a loro volta controllate, nell’ipotesi in cui la controllante sia titolare di oltre il 95% delle azioni o quote dell’impresa controllata ovvero, in difetto di tale condizione, quando la redazione del bilancio consolidato non sia richiesta almeno sei mesi prima della fine dell’esercizio da tanti soci che rappresentino almeno il 5 % del capitale. In nota integrativa deve essere indicata la denominazione e la sede della società controllante che redige il bilancio consolidato.
Copia del bilancio, della relazione sulla gestione e di quella dell’organo di controllo, redatti i lingua italiana, devono essere depositati presso l’ufficio del registro delle imprese del luogo ove è stabilita la sede dell’impresa controllata.
Le imprese godono dell’esonero solo se sono rispettate le seguenti condizioni:
a) l’impresa controllante, soggetta al diritto di uno Stato membro delle Comunità europee, rediga e sottoponga a controllo il bilancio consolidato seguendo le regole proprie dello Stato italiano ovvero le regole dettate dal diritto di un altro Stato membro delle Comunità europee;
b) l’impresa controllata non abbia emesso titoli quotati in borsa.
Gli amministratori devono indicare, nella nota integrativa al bilancio d’esercizio, le ragioni dell’esonero.
Devono essere, inoltre, escluse dal consolidamento le imprese controllate aventi attività con caratteristiche tali che la loro inclusione renderebbe il bilancio consolidato inidoneo a realizzare i fini di informazione chiara, veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del complesso delle imprese.
La disciplina ora richiamata non trova applicazione nei confronti delle società che adottano i principi contabili internazionali, le quali redigono il bilancio consolidato secondo i dettami dello IAS 27.
Il secondo comma dell’art. 28 D.Lgs. n. 127/1991 indica altre cause di esclusione dal consolidamento delle imprese controllate. Tali esclusioni si verificano quando:
a) la loro inclusione sarebbe irrilevante ai fini del consolidamento, sempre che il complesso di tali esclusioni non contrasti con i fini di chiarezza e verità del complesso di imprese;
b) l’esercizio effettivo dei diritti della controllante è soggetto a gravi e durature restrizioni;
c) non è possibile ottenere tempestivamente, o senza spese sproporzionate, le necessarie informazioni;
d) le loro azioni o quote sono possedute esclusivamente allo scopo della successiva alienazione.
Il bilancio consolidato, redatto dagli amministratori dell’impresa controllante, è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa.
Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare, come abbiamo avuto modo di vedere, in modo veritiero e corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico del complesso delle imprese costituito dalla controllante e dalle controllate.
Se le informazioni richieste non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, il bilancio deve fornire le informazioni supplementari necessarie allo scopo.
La nota integrativa deve motivare eventuali deroghe e indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico.
Gli amministratori non possono modificare da un esercizio all’altro, le modalità di redazione dello stato patrimoniale e del conto economico consolidati, la struttura e il contenuto degli stessi, nonché i criteri di valutazione, se non in casi eccezionali.
Ad ogni modo, in nota integrativa deve essere motivare la deroga e indicata l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico consolidati.
L’art. 30 dispone che nella redazione del bilancio consolidato, gli elementi dell’attivo e del passivo, nonché i proventi e gli oneri delle imprese, incluse nel consolidamento, sono ripresi in maniera integrale.
Sono invece eliminati del tutto:
a) le partecipazioni in imprese incluse nel consolidamento e le corrispondenti frazioni del patrimonio netto di queste;
b) i crediti e i debiti tra le imprese incluse nel consolidamento;
c) i proventi e gi oneri relativi ad operazioni effettuate fra le imprese medesime;
d) gli utili e le perdite conseguenti a operazioni effettuate tra tali imprese e relative a valori compresi nel patrimonio, diversi da lavori in corso su ordinazione di terzi.
Ai fini dell’eliminazione prevista alla lettera a), dal patrimonio netto delle imprese incluse nel consolidamento deve essere previamente detratto, e iscritto nello stato patrimoniale consolidato alle voci “azioni o quote proprie” e “riserva per azione o quote proprie”, il valore contabile delle azioni o quote della società che redige il bilancio consolidato appartenenti a quelle.
Anche il bilancio consolidato è soggetto a controllo demandato agli organi o soggetti, cui è attribuito per legge quello sul bilancio di esercizio dell’impresa controllante i quali redigeranno una relazione sugli accertamenti eseguiti. Tale controllo deve accertarne la regolarità e la corrispondenza alle scritture contabili dell’impresa controllante e alle informazioni trasmesse dalle imprese incluse nel consolidamento.
Il bilancio consolidato e la relativa relazione devono essere comunicati per il controllo unitamente al bilancio d’esercizio.
Una copia del bilancio consolidato e le relative relazioni devono restare depositati, durante i quindici giorni che precedono l’assemblea convocata per l’approvazione nel bilancio d’esercizio e finché questo sia approvato. I soci hanno diritto di prendere visione.

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di Francesco Cossu
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