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Il controllo contabile nelle s.p.a.


Il controllo contabile nelle s.p.a.
23/11/2009, 11:11

Il controllo contabile sulla società è stato introdotto dalla riforma del 2003 completando un percorso iniziato nel 1974 con l’introduzione della revisione contabile obbligatoria.

Il controllo contabile sulle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato è esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione, iscritti nel registro istituito presso il Ministero della giustizia o dal collegio sindacale. In tale caso, secondo il disposto dell’art. 2409-bis, terzo comma, il collegio sindacale deve essere costituito da revisori contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della giustizia.

Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e che redigono il bilancio consolidato, invece, il controllo contabile è esercitato da un revisore contabile ovvero da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili, la quale, limitatamente a tali incarichi, è soggetta alla disciplina dell’attività di revisione prevista per le società con azioni quotate in mercati regolamentati ed alla vigilanza della Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob).

Nelle società con azioni quotate in borsa, il controllo contabile è esclusivamente demandato a società di revisione iscritte in apposito albo speciale tenuto dalla Consob.

L’incarico del controllo contabile, sentito il parere del collegio sindacale, è conferito, secondo quanto stabilito dall’art. 2409-quater, primo comma, dall’assemblea, che determina il compenso spettante al revisore ovvero alla società di revisione per tutta la durata dell’incarico.

L’incarico di controllo contabile:

- deve essere conferito per una durata di tre esercizi, con scadenza alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell’incarico;

- può essere revocato solo se sussiste una giusta causa, sentito il parere del collegio sindacale. La deliberazione di revoca deve essere approvata con decreto dal tribunale, sentito l’interessato;

- non può essere conferito, e se incaricati decadono dall’ufficio, ai sindaci della società o delle società da questa controllate, delle società che la controllano o di quelle sottoposte a comune controllo, nonché a coloro che si trovano nelle condizioni previste dall’art. 2399, primo comma c.c.

Lo statuto può prevedere anche altre cause di ineleggibilità o di decadenza, nonché cause di incompatibilità e in base all’art. 2409-quinquies, secondo comma, ulteriori requisiti concernenti la specifica qualificazione professionale del soggetto incaricato del controllo contabile.

Relativamente alle società aventi azioni quotate in borsa, in base al disposto dell’art. 159 primo comma t.u.f., l’assemblea conferisce, in occasione dell’approvazione del bilancio o della convocazione annuale prevista dall’art. 2364-bis secondo 2 c.c., l’incarico di revisione del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato a una società di revisione iscritta nell’albo speciale previsto dall’art. 161, solo dopo avere sentito il parere del collegio sindacale. L’incarico dura tre esercizi e può essere rinnovato per non più di due volte.

L’assemblea, contestualmente alla nomina della società di revisione, determina il corrispettivo spettante per l’incarico.

L’art. 159 t.u.f., oltre a concedere all’assemblea il potere di nominare la società di revisione, concede anche il potere, previo parere del collegio sindacale, di revocare l’incarico, nell’ipotesi di sussistenza di una giusta causa.

L’assemblea provvede, contestualmente alla revoca dell’incarico, al conferimento dell’incarico ad altra società di revisione.

Le deliberazioni di nomina, di determinazione del corrispettivo e di revoca dell’incarico devono essere trasmesse alla Consob.

In mancanza della decisione della assemblea, la Consob provvede d’ufficio al conferimento dell’incarico ed alla determinazione del corrispettivo.

Non potendo essere interrotta l’attività di revisione contabile, in caso di revoca dell’incarico, continua ad essere esercitata dalla società di revisione soggetta a revoca, fino a quando non acquista efficacia il conferimento del nuovo incarico.

L’art. 160 tuf stabilisce che, al fine di assicurare l’indipendenza della società e del responsabile della revisione, non può essere conferito l’incarico di revisione a società di revisione che si trovino in una delle situazioni d’incompatibilità stabilite con regolamento dal Ministro della giustizia, sentita la Consob.

Le società di revisione preposte a ricevere incarichi di revisione conferiti da società aventi azioni quotate in borsa, devono essere iscritte nell’albo speciale tenuto dalla Consob.

Le società di revisione, per poter ottenere l’iscrizione nell’albo speciale, devono essere munite di idonea garanzia prestata da banche, assicurazioni o intermediari iscritti nell’elenco speciale previsto dall’art. 107 del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385, a copertura dei rischi derivanti dall’esercizio dell’attività di revisione contabile.

La Consob è preposta alla vigilanza delle attività svolte dalle società iscritte nell’albo speciale al fine di assicurarne l’indipendenza e l’idoneità tecnica.

Nell’esercizio dell’attività di vigilanza, la Consob, al secondo comma dell’art. 162 tuf, può:

a) richiedere, anche periodicamente, la comunicazione di dati e di notizie e la trasmissione di atti e di documenti;

b) eseguire ispezioni e assumere notizie e chiarimenti dai soci, dagli amministratori, dai sindaci e dai direttori generali della società di revisione;

c) raccomandare principi e criteri da adottare per la revisione contabile, richiedendo preventivamente il parere congiunto del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e del Consiglio nazionale dei ragionieri.

Le società di revisione iscritte nell’albo speciale sono tenute alla comunicare alla Consob, entro il termine di trenta giorni:

- la sostituzione degli amministratori, dei soci che rappresentano la società nella revisione contabile e dei direttori generali;

- il trasferimento delle quote e delle azioni;

- ogni altra modificazione della compagine sociale, dell’organo amministrativo e dei patti sociali, che incide sui requisiti indicati nell’art. 161, comma 2.

La Consob, nello svolgimento dell’attività di vigilanza sulle società di revisione, quando accerta gravi irregolarità, può:

a) ordinare alla società di non avvalersi del responsabile della revisione contabile al quale siano ascrivibili le irregolarità, nello svolgimento di attività di revisione contabile, per un periodo non superiore a due anni;

b) vietare alla società di accettare nuovi incarichi di revisione contabile per un periodo non superiore a un anno.

La Consob, inoltre, dispone, se le irregolarità sono particolarmente gravi, la cancellazione della società dall’albo speciale. La cancellazione è predisposta anche quando vengono meno i requisiti previsti per l’iscrizione nell’albo speciale e la società non provvede a ripristinarli entro il termine, non superiore a sei mesi, assegnato dalla Consob e quando le società di revisione, per un periodo continuativo di cinque anni, non svolgono incarichi di revisione comunicati alla Consob ai sensi dell’art. 159.

Il provvedimento di cancellazione dall’albo speciale è comunicato immediatamente alle società che hanno conferito l’incarico di revisione.

I soggetti incaricati del controllo contabile in base all’art. 2409-sexies, primo comma c.c., sono responsabili nei confronti della società, dei soci e dei terzi per i danni derivanti dall’inadempimento ai loro doveri.

Nel caso in cui fosse una società di revisione ad avere svolto il controllo contabile, i soggetti che hanno effettuato il controllo sono responsabili in solido con la società medesima.

L’azione, in base all’art. 2409-sexies, terzo comma, si prescrive nel termine di cinque anni dalla cessazione dell’incarico.

Relativamente alle società con azioni quotate in borsa, alla società di revisione si applicano le medesime disposizioni dettate dall’art. 2407 c.c.

I responsabili della revisione e i dipendenti, che hanno effettivamente svolto l’attività di revisione contabile, in base all’art. 164 tuf, sono responsabili, in solido con la società di revisione, per i danni conseguenti da propri inadempimenti o da fatti illeciti nei confronti della società che ha conferito l’incarico e nei confronti dei terzi danneggiati.

Con l’art. 1, commi 92, 93 e 94, della finanziaria 2008, il legislatore ha provveduto a modificare l’art. 9, comma 5 del D. Lgs. n. 471/1997 (norme sanzionatorie sull’organo di controllo), introducendo in capo a tutti i revisori contabili una sanzione da parametrarsi ai relativi compensi annuali.

In sintesi, qualora il revisore esprima un giudizio positivo senza rilievi in merito ad un bilancio da cui scaturisce un’evasione d’imposta accertata a carico della società, sull’organo di controllo contabile sarà comminata una sanzione fino al 30% del compenso annuale spettante al revisore stesso, stabilito per la formulazione della relazione al bilancio.

Tale sanzione, di tipo amministrativo, non potrà in ogni caso essere superiore all’evasione d’imposta (ires + irap) riconosciuta in capo alla società.

Di contro, scompare la sanzione prevista per gli organi di controllo che sottoscrivevano la dichiarazione dei redditi o dell’iva senza denunciare la mancanza delle scritture contabili.

Tale disciplina si applicherà a partire dai bilanci relativi all’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, quindi è valida dal 2008.

Fino ad oggi, in giurisprudenza risultava sostanzialmente pacifico che la certificazione del bilancio, rilasciata dagli organi di revisione, non assumesse alcuna rilevanza di carattere tributario.

In altri termini, il giudizio delle società di revisione sul bilancio, era emesso ai fini di motivazioni sostanzialmente estranee al fisco e non assumeva alcuna rilevanza a contrasto delle sue pretese.

Ora, con tale norma, sembrerebbe apportata in capo alla relazione di certificazione una sorta di “rilevanza fiscale unilaterale”.

Mentre la relazione dell’organo di revisione al bilancio, infatti, continuerà presumibilmente a non poter essere utilizzata a propria difesa dalla società, si determinerà, tuttavia, una presunzione di colpevolezza del revisore, qualora essa non vada a segnalare la presunta evasione attraverso un giudizio non positivo.

Qualora nella propria relazione al bilancio, infatti, l’organo di revisione ometta, ricorrendone i presupposti, di esprimere i giudizi prescritti dall’art. 2409-ter:

- un giudizio con rilievi;

- un giudizio negativo;

- l’impossibilità di esprimere un giudizio;

esso sarà sanzionabile, qualora da tali omissioni derivino infedeltà nella dichiarazione dei redditi o nell’irap, con la sanzione amministrativa fino al 30% del compenso contrattuale relativo all’attività di redazione della relazione del revisore.

La sanzione si renderà applicabile quando, a fronte di un bilancio irregolare da cui scaturisca una evasione d’imposta da parte della società sottoposta a controllo, il revisore esprima un giudizio positivo senza rilievo.

Il revisore o la società di revisione incaricata del controllo contabile deve verificare, nel corso dell’esercizio con periodicità almeno trimestrale, la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione.

Inoltre, deve verificare se il bilancio di esercizio ed eventualmente il bilancio consolidato corrispondono alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e se sono conformi alle norme che li disciplinano.

Il revisore ovvero la società di revisione deve esprimere con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato. Tale relazione deve essere depositata presso la sede della società.

I soggetti incaricati alla revisione:

- chiedono agli amministratori documenti e notizie utili al controllo e procedono a ispezioni;

- documentano l’attività svolta in apposito libro, tenuto presso la sede della società o in luogo diverso stabilito dallo statuto.

Il collegio sindacale e i soggetti incaricati del controllo contabile si scambiano tempestivamente le informazioni rilevanti per l’espletamento dei rispettivi compiti.

Analogamente, anche per le società con azioni quotate in borsa, la società di revisione iscritta all’albo speciale previsto dall’art. 161 t.u.f. verifica, nel corso dell’esercizio, la regolare tenuta della contabilità e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili. Verifica, inoltre, che il bilancio di esercizio e il bilancio consolidato corrispondano alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e che siano conformi alle norme che li disciplinano.

La società di revisione, nell’esercizio dell’attività di revisione:

- chiede ed ottiene dagli amministratori della società documenti e notizie utili alla revisione;

- procede ad accertamenti, ispezioni e controlli;

- informa, senza indugio, la Consob e il collegio sindacale dei fatti ritenuti censurabili;

- riporta in apposito libro tenuto presso la sede della società che ha conferito l’incarico, le informazioni concernenti l’attività di revisione svolta, secondo i criteri e le modalità stabiliti dalla Consob con regolamento.

La società di revisione esprime un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato redigendo apposite relazioni. Tali relazioni devono essere sottoscritte dal responsabile della revisione contabile, socio ovvero amministratore della società di revisione, e deve essere iscritto nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero della giustizia.

La società di revisione può esprime:

- un giudizio senza rilievi, se il bilancio di esercizio e il bilancio consolidato sono conformi alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione;

- un giudizio con rilievi, un giudizio negativo ovvero rilasciare una dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio. In tali casi la società espone analiticamente nelle relazioni i motivi della propria decisione.

In caso di giudizio negativo o di impossibilità ad esprimere un giudizio, la società di revisione, secondo l’art. 156 quarto comma tuf, informa immediatamente la Consob.

Le relazioni sui bilanci sono depositate presso l’ufficio del registro delle imprese e anche, nei quindici giorni che precedono l’assemblea o la riunione del consiglio di sorveglianza che approva il bilancio e finché il bilancio non è approvato, presso la sede della società.

La società incaricata della revisione contabile è chiamata a rilasciare un parere di congruità sul prezzo di emissione delle azioni, in caso di aumento di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione.

La società di revisione deve ricevere la comunicazione delle proposte di aumento del capitale sociale, unitamente alla relazione illustrativa degli amministratori almeno quarantacinque giorni prima di quello fissato per l’assemblea che deve esaminarle. La società di revisione esprime il proprio parere entro trenta giorni.

La relazione degli amministratori e il parere della società devono essere messi a disposizione dei soci nella sede della società durante i quindici giorni che precedono l’assemblea e finché questa abbia deliberato. Tali documenti devono essere allegati agli altri documenti richiesti per l’iscrizione della deliberazione nel registro delle imprese.

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di Francesco Cossu
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