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Dati allarmanti da Usa e Giappone incredibilmente ignorati

Il crollo inevitabile del sistema capitalistico-consumistico

Il destino segnato di un'economia fondata sul debito


Il crollo inevitabile del sistema capitalistico-consumistico
20/12/2010, 20:12

Bastano due dati, secchi ed eloquenti, per fornire un incipit efficace e decisamente preoccupante al nostro editoriale odierno: in Giappone ed Usa, le due economie più imponenti del mondo, il debito medio sullo stipendio lordo delle famiglie è arrivato al 130%. In altri termini, un lavoratore medio che percepisce un reddito annuale di 20.000 euro, ha un debito con le banche (in prevalenza per i mutui) pari a  46.000 euro.
Ciò significa che non solo non esiste più alcuna forma di risparmio ma che, il "virus" del debito pubblico sempre più alto degli stati occidentali, ha oramai contagiato l'intero tessuto sociale dei colossi capitalisti che per anni hanno dettato legge incontrastata; arrivando a colpire anche il cosiddetto "piccolo risparmiatore" (oramai divenuto "grande debitore"). E in Italia? Nel Bel paese la quota di debito su stipendio lordo si ferma al 78% e ciò vuol dire che, su uno salario di 1000 euro lordi al mese, in media, "solo" 780 euro sono destinati a pagare rate e debiti vari. Non è difficile intuire, però, che i restanti 220 euro saranno spesi fino all'ultimo centesimo e, anzi, di sicuro non basteranno per le spese accessorie ed impreviste che una famiglia deve solitamente affrontare.
La nostra centeria cultura del risparmio, che ha riparato la Penisola da effetti ancora più devastanti dovuti alla crisi globale, si è dunque incoscientemente trasformata in cultura del debito. Comprare (pagandolo in "comode rate") tutto ciò che non ci si può permettere, da rara eccezione, è divenuta regola diffusa.
Nelle cittadine borghesi, chi recita il ruolo del possidente ma, oberato dai debiti, non ha i liquidi per comprare un vestito firmato, è disposto a chiedere un prestito pur di non rinunciare al proprio status di benestante. Tentare di risparmiare, nella società del consumo ossessivo-compulsivo e dell'apparenza sfacciata, è divenuto difatti demodè ed indice di odiosa tircheria. Al contempo, banche e società di credito bombardano coloro che hanno già richiesto prestiti in passato; proponendo "TAEG nei limiti di legge" ma molto al di la dei limiti dell'etica e del buon senso.
E mentre è divenito impossibile sostenere una famiglia con quello che un tempo era considerato un ricco stipendio (provate a chiedere ai nati negli anni 40-50-60 e 70 cosa voleva dire percepire tre milioni di lire al mese) chiunque osi criticare il deviato e sempre più squilibrato sistema capitalistico viene definito "comunista" o, addirittura, anarchico-complottista. Ma i giovani di oggi che non sono nati in famiglie ricche, sono già del tutto privi di ogni tipo di indipendenza economica futura e si troveranno intrappolati, molto presto ed in maniera inevitabile, in un sistema economico-finanziario che sta implodendo e che, ottusamente, si ostina a non voler rivedere le proprie assurde, avide, ingiuste ed anacronistiche regole. Non manca poco: presto i convinti sostenitori della cosiddetta "economia liberista", saranno costretti a rendersi conto di essere più vecchi del più vecchio ed incallito propugnatore delle tesi marxiste.
Del resto, non occorre un premio Nobel per intuire che un'economia fondata esclusivamente su di uno schiacciante debito, è un economia destinata a collassare nel giro di poco; non prima, però, di aver allargato il più possibile il divario tra ricchissimi e poverissimi.

In allegato, una video-alternativa proposta dal Movimento Cinque Stelle Campania.

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di Germano Milite
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