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Il doppio Lavoro in Italia.


Il doppio Lavoro in Italia.
24/10/2010, 18:10

 

IL DOPPIO LAVORO COME FONTE DI GUADAGNO E I SETTORI REGOLARI E IRREGOLARI

di Antonella Lopreiato


 

Il lavoro è quasi sempre poco pagato e allora perché non trovare un secondo impiego? E si, gli italiani studiano ormai da tanto tempo il modo per vivere meglio con un maggiore stipendio al mese. Oggi sono state evidenziate le necessità dell’italiano comune che sembra non riuscire a far fronte alle spese mensili così si è armato di corazza e si è creato una maggiore entrata. Il livello è altissimo. Sono quasi 4,8 milioni le persone in Italia che hanno due occupazioni. Magari si organizzano con due part time e magari anche in nero ma è essenziale per la propria sopravvivenza. Tra le seconde attività l’Istat calcola non soltanto impieghi part time ma anche quelli dell’”autoproduzione”. Ciò che intendiamo con tale espressione è che l’italiano produce e vende dal proprio orto, e si, dal proprio orto. Coltivare non è soltanto una passione ma ricopre dei costi di sopravvivenza esorbitanti. In più, oltre la coltivazione e la vendita dell’articolo agricolo, gli italiani coprirebbero, secondo l’Istat, un occupazione ingegnosa, la ristrutturazione di casa, considerata un lavoro vero e proprio.

Quello che dispiace è che il secondo lavoro è quasi sempre in nero. Sono esattamente 29.617.000 tra regolari e irregolari ma le irregolarità sono del 17,6%. Troppi! Le irregolarità sono riscontrabili nei dati Istat. Gli occupati infatti sono 24.838.000, i rimanenti sono in nero.

Secondo i dati fermi al 2008 il lavoro irregolare in alberghi, ristoranti e bar si avvicina al 42% mentre i ''doppiolavoristi'' sono circa 900.000 (le posizioni lavorative superano le 2,1 milioni di unità contro gli 1,2 milioni di occupati). Nei trasporti e le comunicazioni la percentuale di lavoro irregolare sfiora il 50% mentre coloro che fanno una doppia attività sono quasi 1,2 milioni”.

Le irregolarità del doppio lavoro arrivano dal settore domestico e le posizioni lavorative complessive che risultano all'Istat sono, sempre secondo i dati risalenti al 2008, 2.230.000 a fronte di 1.465.000 occupati (765.000 quindi i casi di doppio lavoro). Nell'industria sono scarsi sia i caso di doppio lavoro sia quelli di lavoro irregolare (6,8% la percentuale nel 2009).

Nell'industria, (escluse le costruzioni) la percentuale di irregolarità del lavoro scende al 4,2% mentre le doppie attività sono solo 87.000.

Sono dati importanti che riguardano ognuno dei lavoratori regolari o meno in Italia.

Il settore più colpito nelle industrie è quello delle costruzioni, comparto ad alto utilizzo di lavoro irregolare anche a causa della discontinuità della produzione (cantieri che aprono e chiudono), a fronte di 1.924.000 occupati nel 2009, le posizioni lavorative erano 2.176.000. Nel comparto, l'irregolarità, secondo l'Istat, ha raggiunto il 12,7% in aumento rispetto al 2008 (era al 12%) ma in forte calo rispetto a dieci anni prima, nel 1999 quando era al 17,6%

Riusciremo ad avere migliori condizioni di lavoro quando nei vari settori lavorativi, i datori di lavoro riusciranno a sostenere le ingenti spese a loro carico per mantenere i propri dipendenti. Ma per uscire dalle irregolarità bisognerà uscire dalla crisi e ci vorranno anni se non decenni, poiché l’intera comunità europea, per quanto ci riguarda, e quella mondiale, hanno assorbito smisurati deficit e le banche hanno creato il loro punto cruciale del problema. La barca degli Stati della comunità europea si è avventurata insieme a tutti i suoi amici paesi in un cammino assai difficile da sostenere.


 


 


 

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di Raffaele Pirozzi
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