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L'ITalia è commissariata da Washington, ma nessuno lo dice

Il duo Berlusconi-Tremonti una buffonata? Molto peggio


Il duo Berlusconi-Tremonti una buffonata? Molto peggio
06/08/2011, 15:08

Ieri sono stati in molti a prendersi il merito della decisione del governo di anticipare la manovra finanziaria in tre anni e di inserire la clausola della parità di bilancio in Costituzione. In primis Roberto Calderoli, esponente leghista; ma anche il leader dell'Udc Pierferdinando Casini. Ma è' veramente merito loro? Dopo tutto sarebbe la prima volta che il governo Berlusconi dà ascolto a qualcuno.
La risposta sta in una agenzia Dow Jones (non è solo l'indice della Borsa americana, ma anche - e soprattutto - una agenzia di stampa economica) uscita verso le 18, quindi appena si è saputo che alle 19 ci sarebbe stata una conferenza stampa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti. In questa agenzia si diceva che il governo italiano sarebbe stato commissariato dalla Bce e che si sarebbe mosso su tre punti specifici: anticipazione al 2013 del raggiungimento del deficit zero, inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione e liberalizzazione spinta, vendendo tutto il vendibile tra i gioielli dello Stato. Per intenderci, si tratta della stessa ricetta imposta alla Grecia. E con lo stesso ricatto: o si obbedisce o nessun aiuto. Infatti, appena finita la conferenza stampa, si è appreso che la Bce si è dichiarata disponibile ad acquistare quote dei titoli di Stato italiani, in modo da far scendere i rendimenti e avere dei tassi di interesse più bassi. Una coincidenza? Solo gli sciocchi possono crederlo.
Di conseguenza, adesso sappiamo che il nostro governo non è a Roma, ma a Washington; il Ministero del Tesoro è nella sede della Bce. E Berlusconi e Tremonti? Pur di mantenere l'apparenza del potere e il ruolo nominale di Presidente del Consiglio e Ministro dell'Economia, hanno accettato di rinunciare ai loro doveri, trasferendo volentieri tutto all'estero.
E adesso che succederà? Nulla di buono. Con la manovra approvata dal governo, già veniva stabilito un vero e proprio massacro sociale. Innanzitutto tagli ai trasferimenti per Comuni, Province e Regioni, in modo che queste ultime siano costrette a tagliare i servizi o aumentare le tasse per sette miliardi in due anni. Poi c'era la "riforma assistenziale e fiscale": termine elegante per indicare feroci tagli alle pensioni ed aumenti di tasse alle fasce medie e basse di reddito in modo da avere maggiori incassi e minori risparmi per 15 miliardi prima, per 35 miliardi l'anno dopo.
Adesso questi 35 miliardi non potranno essere più divisi tra il 2013 e il 2014 ma verranno concentrati entro il 2013. E poichè Berlusconi non intende mettere a repentaglio la propria rielezione con una campagna elettorale nel mezzo di tali aumenti, appare evidente che faranno in modo da andare alle elezion i nel 2012, dopo aver approvato la manovra che avrà effetto solo nel 2013. Così, perdendo le elezioni (cosa alquanto probabile, visti i sondaggi), Berlusconi potrebbe anche avere l'arma decisiva, già usata contro il governo Prodi, di dire che i governi della sinistra aumentano le tasse.
A questo si aggiunge il fatto che non si riuscirà,m con questi dati, a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. Infatti, c'è una condizione di cui nessuno parla, perchè il pareggio di bilancio avvenga: ci deve essere una crescita del Pil di almeno il 2% all'anno. Ora, già questo non era previsto che avvenisse. Secondo le previsioni del governo, per il 2011 la crescita sarebbe stata solo dell'1,1% (dopo il primo semestre, però, già la crescita è stata ridotta allo 0,8%), mentre per gli anni successivi sarebbe gradualmente cresciuta fino a raggiungere nel 2014 l'1,6%. Ora, già la manovra approvata, che ha un forte effetto depressivo, non avrebbe permesso di raggiungere questi livelli; in media ci saremmo fermati poco cotto l'1%. E adesso? Per il 2011 l'1% è un sogno. La manovra è previsto abbia un taglio depressivo totale del 2%. Tra il 2012 e il 2013 la crecita prevista è di poco superiore al 2,5%. Possiamo mai crescere di mezzo punto percentuale in due anni? Questo significa un aumento della disoccupazione di diverse centinaia di migliaia di persone, un crollo della domanda interna e una maggiore povertà. Tradotto, significa meno tasse, entrate più basse e quindi gli obiettivi non potranno essere raggiunti. A meno che non facciamo come la Grecia, che è stata costretta a vendere i porti, gli acquedotti, i gasdotti e c'è il rischio che debba affidare ai privati anche la gestione dei monumenti, molti dei quali patrimonio dell'Unesco.
Questa è la situazione a cui ci ha portato questo governo; questo è il risultato che Pd ed Udc hanno ottenuto, appoggiando sottobanco Berlusconi, come stanno facendo da 17 anni; questo è lo scenario che ci si para davanti. Ma chi parla di queste cose? Ieri per tutta la serata si è parlato solo dell'aspetto superficiale della vicenda, delle dichiarazioni di Tizio e Caio e così via. Come mai su nessun programma nazionale si è parlato di questo?

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di Antonio Rispoli
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