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Approcci informali, soli il 32% si rivolge a centri impiego

Il lavoro gli italiani lo cercano tra amici e parenti


Il lavoro gli italiani lo cercano tra amici e parenti
08/01/2012, 10:01

 ROMA – Il rapporto “Methods used for seeking work” di Eurostat, fotografa le “usanze” degli italiani a caccia di un impiego, evidenziando una consuetudine, che evidentemente, non è mai stata abbandonata dagli italiani, ovvero, due persone su tre in cerca di lavoro si affidano a un intermediario che può  essere un parente o anche un sindacato.
I dati del rapporto, aggiornati  al secondo trimestre del 2011, hanno stabilito che  nella  Penisola chi bussa alle porte di amici, parenti o sindacati e', infatti, pari al 76,9%, una quota superiore alla media dell'area euro (68,9%), a quella dell'Unione europea nel complesso (69,1%) e soprattutto circa doppia a confronto con quella di Paesi come Germania (40,2%), Belgio (36,8%), Finlandia (34,8%). Anche se nel Vecchio continente c'e' chi fa peggio, e' il caso della Grecia (92,2%), ma pure di Irlanda e Spagna.
Nell'Unione europea, inoltre, si fa molta pubblicità del proprio curriculum, del proprio percorso di studi, (68,8% Ue 17 e 71,5% Ue 27), una modalità  che viene anche seguita in Italia ma con una percentuale inferiore (63,9%), tra le più  basse, in particolare a confronto con Irlanda e Slovenia, dove quello che Eurostat definisce come lo Study advertisement e' praticato da più  di nove persone su dieci in cerca di lavoro.
 L'Italia risulta anche tra i Paesi che meno fanno affidamento agli annunci di lavoro che compaiono sulla stampa o sul web, con solo il 31,4% che si rende disponibile a una precisa prestazione o risponde a un'offerta di impiego. Insomma, gli italiani credono poco nei contatti a distanza e privilegiano di gran lunga gli approcci diretti e informali. Non a caso e' anche al di sotto dei valori medi europei la quota di coloro che si rivolgono ad operatori istituzionali, come i centri pubblici per l'impiego (31,9%), addirittura l'Italia e' penultima nell'eurozona, alle spalle solo di Cipro, con una forte distanza dalla Germania (82,8%).
 Un discorso simile vale per i centri privati di impiego, come possono essere le agenzie del lavoro. In generale, in tutta Europa chi contatta soggetti privati per essere assunto e' una minoranza, ma in Italia la fetta e' ancora più  risicata (18,0%).
Tornado alle preferenze degli italiani, la seconda via scelta per trovare un'occupazione consiste nel chiedere direttamente al datore di lavoro, sempre secondo le tabelle di Eurostat oltre sei persone su dieci in cerca si rivolge al principale. Molto probabilmente si tratta di una modalità  favorita dalla struttura produttiva del Paese, con tantissime piccole e medie aziende, dove, quindi, e' più  facile entrare in rapporto con i “capi”.

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di Rosario Scavetta
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