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Il pil statunitense cola a picco


Il pil statunitense cola a picco
30/01/2009, 19:01

 Il pil americano si contrae nel quarto trimestre del 3,8%, registrando il calo maggiore dal 1982 quando l'economia scese del 6,4%. Si tratta, comunque, di un risultato migliore delle attese che scommettevano su una flessione superiore al 5%. Ma gli analisti avvertono: il dato dimostra che probabilmente il peggio deve ancora venire e l'attesa ''si sta facendo dolorosa''.

 Il presidente Barack Obama, infatti, non usa mezzi termini: la contrazione del pil ''non e' soltanto un concetto economico, e' un disastro continuo per le famiglie di lavoratori americani. E' il significato reale di queste cifre a contare davvero per il popolo americano: si fanno meno acquisti, le imprese effettuano meno investimenti, i datori di lavoro assumono meno''.

Da qui l'invito ad accelerare l'approvazione del piano di stimolo, che ''non e' la fine ma solo l'inizio'' del rilancio. Nel 2008 l'economia statunitense e' cresciuta dell'1,3%, in rallentamento rispetto al +2% del 2007. Il risultato migliore del previsto nel quarto trimestre e' imputabile all'aumento delle scorte, legato a sua volta al calo dei consumi. Proprio l'aumento delle scorte, infatti, ha dato un contributo al pil in termini di crescita di ben 1,3 punti percentuali.

Vera zavorra della crescita americana sono i consumi, motore dell'economia a stelle e strisce rappresentando i due terzi del pil. La spesa per i consumi nel quarto trimestre si e' contratta del 3,5% a tasso annuo, dopo il -3,8% dei tre mesi precedenti. L'indice dei prezzi del pil, che include l'inflazione, ha segnato un -0,1%. In termini reali, cioe' depurando il pil dalle variazioni dei prezzi, il calo del quarto trimestre e del 4,1%, il peggiore dal 1954. ''La recessione si sta facendo piu' profonda e l'emergenza per la nostra economia si sta ampliando'', con molti americani che ''stanno vivendo il sogno americano al contrario'', ha evidenziato Obama presentando la task force per la classe media, che sara' guidata dal vice presidente Joe Biden.

 ''Ogni giorno assistiamo a un altro round di licenziamenti. Abbiamo perso 2,6 milioni di posti di lavoro lo scorso anno, e altri 2,8 milioni di persone che avrebbero bisogno e vorrebbero un impiego a tempo pieno si devono accontentare di un'occupazione part-time'' ha aggiunto il presidente americano, osservando come l'aggravarsi della situazione rende sempre piu' urgente ''un'azione immediata'' con l'approvazione del piano stimolo. La Camera ha dato il proprio via libera a un progetto di rilancio da 819 miliardi di dollari. Il Senato dovrebbe esaminare la propria versione del piano dalla prossima settimana. Obama vorrebbe poter firmare la legge entro il 16 febbraio.

Con il calo del quarto trimestre, il pil americano ha registrato due trimestri di contrazione consecutivi, fenomeno che non si verificava dal 1990-1991. Pur risultando migliore delle attese ''il dato non suggerisce nessun cambiamento radicale delle prospettive economiche: e' un'indicazione che il punto peggiore non e' stato ancora toccato'' hanno spiegato gli analisti, secondo i quali il dato verra' quasi sicuramente rivisto al ribasso nel corso delle prossime revisioni, attese in febbraio e marzo.

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di Redazione
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