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IL PREZZO DEL GRANO DIMINUISCE SUI MERCATI INTERNAZIONALI E QUELLO DELLA PASTA CONTINUA AD AUMENTARE. PERCHE' ? SPECULAZIONE ED IL GOVERNO INTERVIENE?


IL PREZZO DEL GRANO DIMINUISCE SUI MERCATI INTERNAZIONALI E QUELLO DELLA PASTA CONTINUA AD AUMENTARE. PERCHE' ? SPECULAZIONE ED IL GOVERNO INTERVIENE?
04/11/2008, 08:11

E' grave che il dimezzamento del prezzo del grano, dall'inizio dell'anno, ha provocato una situazione drammatica nelle campagne e tra i consumatori di pasta , perché ha registrato aumenti vertiginosi di circa il 32% ad ottobre. Il Garante dei prezzi - Antonio Lirosi- ha convocato, per questa settimana, i produttori e le imprese della grande distribuzione .

I dati di mercato dimostrano che è in atto una evidente speculazione sul piatto preferito da noi italiani perché le quotazioni del grano sono dimezzate, dall'inizio dell'anno, mentre la pasta di semola di grano duro è stata tra gli alimentari quella che addirittura ha subito i maggiori incrementi. Gli italiani,per effetto dei rincari, spenderanno solo per l'acquisto di pane, pasta e derivati dei cereali 3,4 miliardi in più' nel 2008, per un valore di circa 140 euro per famiglia. La pasta non accenna infatti a diminuire Una situazione drammatica nelle campagne per il forte aumento dei costi di produzione, del 56 % per i concimi necessari per fertilizzare il terreno, che sta mettendo in difficoltà gli agricoltori italiani e il futuro delle coltivazioni Made in Italia con l'aumento della dipendenza dall'estero.

 La pasta è il piatto preferito dagli italiani con consumi medi pro-capite che in Italia sono sui 28 chili a persona, tre volte superiori a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiori a quelli di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiori a quelli di un giapponese. Le esportazioni di pasta nel mondo sono aumentate in valore del 46% con incrementi soprattutto nei paesi dell'Unione Europea 50%, dove si realizzano i due terzi del valore delle esportazioni, mentre sono quasi raddoppiate le esportazioni in Asia, che in valore ha quasi eguagliato il mercato americano, rimasto sostanzialmente stabile, nel primo semestre 2008 rispetto all'anno precedente.

 

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di Raffaele Pirozzi
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