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Il procedimento di notifica degli atti della riscossione esattoriale


Il procedimento di notifica degli atti della riscossione esattoriale
03/01/2010, 02:01

La notifica degli atti della riscossione rappresenta lo snodo fondamentale di tutto il procedimento di espropriazione forzata. Una rituale notifica degli atti, infatti, garantisce una corretta esecuzione e, pertanto, una maggiore incisività della procedura di recupero del credito tributario.
La cartella esattoriale è, tra i vari atti della riscossione, certamente quello le cui modalità di notifica sono meglio illustrate dal legislatore. La notificazione della cartella di pagamento è disciplinata, in particolare, dall’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973, dall’art. 60 del D.P.R. n. 600/1973, nonché dagli artt. 137 ss. c.p.c. in materia di notificazioni, in quanto compatibili con la predetta normativa speciale.
Tuttavia, il legislatore ha esteso tale disciplina anche ai restanti atti della riscossione esattoriale. L’art. 49 del D.P.R. n. 602/1973, infatti, prevede che gli atti relativi al procedimento di espropriazione forzata sono notificati con le modalità previste dal citato art. 26, D.P.R. n. 602/1973; allo stesso modo, l’art. 50 del D.P.R. n. 602/1973 prevede che l’avviso di intimazione, di cui al secondo comma, sia notificato anche esso ai sensi del predetto art. 26 D.P.R. n. 602/1973.
Occorre allora distinguere quali sono i canoni di specialità che il legislatore ha inteso conferire alla notifica degli atti esattoriali.
Primo elemento di specialità, è dato dalla previsione per cui “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale” (art. 26 del D.p.r. 29 settembre 1973, n. 602).
Altro elemento peculiare è la possibilità che la notifica sia eseguita “mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento” (art. 26 del D.p.r. 29 settembre 1973, n. 602). In tal caso, l’atto è notificato in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta alla data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal destinatario, da una persona di famiglia o addetta alla casa, o dal portiere dello stabile.
Ulteriore elemento distintivo, è dato dalla possibilità, nei casi di irreperibilità ai sensi dell’art. 140 e 143 c.p.c., di affiggere all’albo del comune di domicilio fiscale, anziché alla porta dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, l’avviso di avvenuto deposito dell’atto da notificare presso la casa comunale.
Inoltre, va segnalata, quale ulteriore elemento di distinguo voluto dal legislatore, l’inapplicabilità, ai sensi dell’art. 60 D.P.R. n. 600/1973, degli artt. 142 c.p.c. (persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella Repubblica), 143 c.p.c. (persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti), 146 (militari in attività di servizio), 150 (notificazione per pubblici proclami), 151 (altre forme di notificazione ordinate dal giudice).
Infine va ricordato che, secondo il disposto dell’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973, “Il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”. Tale norma è di fondamentale importanza, in quanto garantisce il contribuente da possibili pretese creditorie infondate da parte dell’Agente della riscossione.

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di Francesco Cossu
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