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Il procedimento di notifica della cartella esattoriale


Il procedimento di notifica della cartella esattoriale
04/03/2010, 23:03

Tra tutti gli atti della riscossione, poi, merita certamente maggiore attenzione la notifica della cartella esattoriale, assolvendo questa ad una fondamentale funzione di strumento conoscitivo per il contribuente della specifica pretesa tributaria avanzata dall’ufficio.
Alla luce delle modifiche apportate dal D.L. 106/2005 all’art. 25 del D.P.R. 602/73, in vigore dal 09.08.2005, il testo della nuova disposizione recita: “Il concessionario notifica la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato nei confronti dei quali procede, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre
• del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione prevista dall’art. 36-bis del D.P.R. 600/73;
• del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di controllo formale prevista dall’art. 36-ter del D.P.R. 600/73;
• del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, per le somme dovute in base agli accertamenti dell’ufficio”.
Pertanto, il precedente termine di dodici mesi dalla consegna del ruolo al Concessionario, introdotto dalla Legge Finanziaria 2005 ( L.311/2004) ed applicabile ai ruoli emessi a partire dal 01.07.2005, è stato abrogato.
L’analisi della nuova disciplina presuppone una breve ricostruzione degli eventi che hanno portato alla sua attuale formulazione.
Nodo cruciale della vicenda è stata la sentenza della Corte Costituzionale n. 280/2005, con la quale si è dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 25 del D.P.R. 602/73, nella parte in cui non prevedeva un termine per la notifica delle cartelle esattoriali.
La Corte ha, infatti, precisato che la variazione da ultimo apportata dalla Legge Finanziaria era da ritenersi insufficiente poiché faceva decorrere il termine per la notifica della cartella dalla consegna del ruolo al Concessionario, fatto, però, privo a sua volta di scadenza certa.
In origine, il Concessionario doveva provvedere alla notificazione della cartella “non oltre il giorno cinque del mese successivo a quello nel corso del quale il ruolo gli è stato consegnato”.
Dal 1° luglio1999, tale termine era stato ampliato, consentendo la notifica “entro l’ultimo giorno del quarto mese successivo a quello di consegna del ruolo”. La relazione che accompagnava l’iter parlamentare dell’approvazione del D. Lgs. n. 46/1999, giustificava tale dilazione con il maggior carico di lavoro dei Concessionari, a seguito dell’estensione della riscossione a mezzo ruolo.
In seguito, in forza dell’art. 1, comma 1, lettera b), del D. Lgs. n. 193/2001, con efficacia dal 09.06.2001, il comma 1 dell’art. 25 è stato ulteriormente modificato e privato di qualsiasi termine, pertanto è stato così riformulato:“il concessionario notifica la cartella di pagamento, al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato nei confronti dei quali procede”.
Fatta questa breve premessa è ora opportuno precisare che la ratio delle modifiche introdotte con il D. Lgs n. 106/2005 è quella di “garantire l’interesse del contribuente alla conoscenza, in termini certi, della pretesa tributaria derivante dalla liquidazione delle dichiarazioni e di assicurare l’interesse pubblico alla riscossione dei crediti tributari”.
Contestualmente all’elaborazione del nuovo testo, è stato soppresso, in quanto ritenuto superfluo, l’art. 17 del D.P.R. 602/73, che stabiliva i termini di decadenza per l’iscrizione a ruolo da parte degli Enti Impositori (più brevi di un anno rispetto a quelli previsti dall’attuale art. 25 del D.P.R. 602/73).
Il Legislatore, infatti, ha considerato la formazione del ruolo come mera attività interna all’Amministrazione.
Di fatto, il processo di riscossione mediante ruolo prevede una serie di passaggi intermedi (formazione del ruolo, sua esecutività, consegna al concessionario, notifica della cartella) che nel passato venivano regolati con scadenze proprie al fine di contenere i tempi della riscossione e tutelare il contribuente da richieste tributarie a tempo indeterminato. Ad oggi la scansione temporale di tali fasi non incide sulla tutela del contribuente.
Il nuovo quadro normativo offre al soggetto passivo d’imposta la concreta garanzia di non rimanere esposto, fino al compimento della prescrizione ordinaria, alla pretese del fisco derivanti dalla semplice liquidazione, ex art. 36 bis del D.P.R. 600/73, ovvero al più, dal controllo formale delle dichiarazioni ex art. 36 ter dello stesso D.P.R..
Particolare attenzione è stata prestata dal legislatore al vuoto normativo creatosi dall’entrata in vigore del D. Lgs n. 193/2001, con riguardo ai tempi di notifica delle cartelle esattoriali per gli anni d’imposta ad esso successivi.
Il legislatore, infatti, si è preoccupato di dettare una normativa transitoria, con la quale ha previsto che “ la notifica delle relative cartelle di pagamento è effettuata, a pena di decadenza:
• entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni presentate a decorrere dal 01 gennaio 2004;
• entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni presentate negli anni 2002 e 2003;
• entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni presentate fino al 31 dicembre 2001”.
Tale disciplina argina i dirompenti effetti che avrebbe potuto provocare la sentenza n. 280/2005, con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 25 del D.P.R. 602/73, nella parte in cui non prevedeva alcun termine per la notifica delle cartelle.
È stata così definitivamente chiarita la sorte di quei ruoli potenzialmente interessati dalla declaratoria di illegittimità, a seguito di appositi ricorsi dei contribuenti. Né si rinvengono criticità in rapporto al principio dell’irretroattività delle leggi tributarie sancito dall’art. 3 dello Statuto del Contribuente (L. 212/2000), poiché trattasi di “diritto transitorio” volto ad armonizzare gli effetti della successione di leggi nel tempo.
Infine, è da notare che tale disciplina transitoria è riferita soltanto alle cartelle conseguenti all’attività di liquidazione delle dichiarazioni.
Nota dolente della nuova disciplina è la carenza di previsioni con riguardo alla riscossione locale. Il D.L. n. 106/2005 è chiaramente pensato per i soli tributi erariali, trovando applicazione per le imposte sui redditi e per l’imposta sul valore aggiunto. Infatti anche volendo tentare collegamenti “poco probabili” resta l’assoluta inapplicabilità ai tributi locali del termine per la notifica della cartella nei casi in cui non è previsto un obbligo di presentazione della dichiarazione per ogni anno d’imposta, a meno che non intervengano variazioni legislative.

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di Francesco Cossu
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