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Il procedimento dinanzi alla commissione tributaria


Il procedimento dinanzi alla commissione tributaria
07/10/2009, 17:10

Il processo é introdotto con ricorso alla commissione tributaria provinciale e deve contenere l’indicazione:
della commissione tributaria cui é diretto;
del ricorrente e del suo legale rappresentante, della relativa residenza o sede legale o del domicilio eventualmente eletto nel territorio dello stato, nonché del codice fiscale;
dell'ufficio del ministero delle finanze o dell'ente locale o del concessionario del servizio di riscossione nei cui confronti il ricorso é proposto;
dell'atto impugnato e dell'oggetto della domanda;
dei motivi.
Il ricorso deve essere sottoscritto dal difensore del ricorrente e contenere l'indicazione dell'incarico, salvo che il ricorso non sia sottoscritto personalmente.
La sottoscrizione del difensore o della parte deve essere apposta tanto nell'originale quanto nelle copie del ricorso destinate alle altre parti.
Il ricorso é inammissibile se manca o é assolutamente incerta una delle indicazioni di cui sopra, ad eccezione di quella relativa al codice fiscale, ovvero se non é sottoscritto.
Il ricorso può essere proposto avverso una serie di atti:
l'avviso di accertamento del tributo;
l'avviso di liquidazione del tributo;
il provvedimento che irroga le sanzioni;
il ruolo e la cartella di pagamento;
l'avviso di mora;
gli atti relativi alle operazioni catastali;
il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti;
il diniego o la revoca di agevolazioni o il rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari;
ogni altro atto per il quale la legge ne preveda l'autonoma impugnabilità davanti alle commissioni tributarie.
Tali atti devono contenere l'indicazione del termine entro il quale il ricorso deve essere proposto e della commissione tributaria competente.
Gli atti diversi da quelli indicati non sono impugnabili autonomamente. Ognuno degli atti autonomamente impugnabili può essere impugnato solo per vizi propri.
La mancata notificazione di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all'atto notificato, ne consente l'impugnazione unitamente a quest'ultimo.
Il ricorso é proposto mediante notifica. La spedizione del ricorso a mezzo posta deve avvenire in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento. In tal caso il ricorso s'intende proposto al momento della spedizione nelle forme sopra indicate.
Il ricorso deve essere proposto a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell'atto impugnato. La notificazione della cartella di pagamento vale anche come notificazione del ruolo.
Il ricorso avverso il rifiuto tacito della restituzione, può essere proposto dopo novanta giorni dalla domanda di restituzione presentata entro i termini previsti da ciascuna legge d'imposta e fino a quando il diritto alla restituzione non é prescritto.
La domanda di restituzione, in mancanza di disposizioni specifiche, non può essere presentata dopo due anni dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si é verificato il presupposto per la restituzione.
Il ricorrente, entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso, a pena d'inammissibilità deposita, nella segreteria della commissione tributaria adita, l'originale del ricorso notificato ovvero copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale.
L'inammissibilità del ricorso é rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio.
La conformità dell'atto depositato a quello consegnato o spedito é attestata conforme dallo stesso ricorrente, in caso di consegna o spedizione a mezzo di servizio postale.
Se l'atto depositato nella segreteria della commissione non é conforme a quello consegnato o spedito alla parte nei cui confronti il ricorso é proposto, il ricorso é inammissibile.
Il ricorrente deposita il proprio fascicolo, unitamente al ricorso ed ai documenti previsti al primo comma dell’art. 22, con l'originale o la fotocopia dell'atto impugnato, se notificato, ed i documenti che produce, in originale o fotocopia.
L'ufficio del Ministero delle finanze, l'ente locale o il concessionario del servizio di riscossione nei cui confronti é stato proposto il ricorso si costituiscono in giudizio entro sessanta giorni dal giorno in cui il ricorso é stato notificato, consegnato o ricevuto a mezzo del servizio postale.
La costituzione della parte resistente é fatta mediante deposito presso la segreteria della commissione adita del proprio fascicolo contenente le controdeduzioni in tante copie quante sono le parti in giudizio e i documenti offerti in comunicazione.
Le controdeduzioni devono intendersi come l’atto difensivo scritto, simmetricamente contrapposto al ricorso del contribuente con il quale il resistente illustra la sua posizione di fronte alla pretesa avanzata nei suoi confronti dall’attore con la domanda introduttiva.
La parte resistente deve inoltre indicare nelle sue controdeduzioni le prove di cui intende avvalersi, ovviamente per sostenere le proprie difese e confutare i motivi di ricorso spesi dalla controparte.
Ricorrente e resistente, nonché le parti eventualmente chiamate in causa ovvero intervenute volontariamente, devono elencare i documenti introdotti negli atti di parte (ricorso, controdeduzioni, memoria difensiva, atto di intervento.
È ammessa l'integrazione dei motivi di ricorso, resa necessaria dal deposito di documenti non conosciuti ad opera delle altre parti o per ordine della commissione, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data in cui l'interessato ha notizia di tale deposito.
L'interessato, a pena di inammissibilità, deve dichiarare, non oltre la trattazione in camera di consiglio o la discussione in pubblica udienza, che intende proporre motivi aggiunti, se é stata già fissata la trattazione della controversia.
In tale ultima ipotesi, la trattazione ovvero l'udienza sono soggette a rinvio ad altra data per consentire gli ulteriori adempimenti.
Successivamente al deposito del ricorso presso la segreteria della commissione adita, quest’ultima provvede all’iscrizione della causa nel registro generale e alla formazione del fascicolo d’ufficio che deve contenere tutti gli atti delle parti e la copia del dispositivo delle sentenze.
Non appena formato il fascicolo d’ufficio, questo è sottoposto al presidente della commissione tributaria per l’assegnazione del ricorso ad una delle sezioni.
Il presidente della commissione tributaria potrà assumere gli opportuni provvedimenti affinché i ricorsi concernenti identiche questioni di diritto a carattere ripetitivo vengano assegnati alla medesima sezione per essere trattati congiuntamente.

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di Francesco Cossu
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