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Il ruolo esattoriale


Il ruolo esattoriale
07/04/2009, 22:04

Ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 602/1973, con il termine “ruolo” si intende “l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall’ufficio ai fini della riscossione a mezzo del concessionario”.
In termini generali si può subito affermare che nei “ruoli” sono iscritte, in qualità di somme dovute dai contribuenti, le imposte, le sanzioni e gli interessi.
Secondo il disposto dell’art. 17 del D. Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, si effettua, mediante “ruolo”, la riscossione coattiva delle Entrate dello Stato, anche diverse dalle imposte sui redditi, e di quelle degli altri Enti Pubblici e previdenziali. Può inoltre essere effettuata, mediante “ruolo” affidato ai concessionari, la riscossione coattiva delle entrate delle regioni, delle province, anche autonome, dei comuni e degli altri enti locali.
Specifica l’art. 20 del D.P.R. n. 602/1973 che, sulle imposte o sulle maggiori imposte dovute in base alla liquidazione ed al controllo formale della dichiarazione o all’accertamento d’ufficio, si applicano gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo. Tale norma deve, in ogni caso, essere intesa nel senso che la stessa non pregiudica l’estensione del concetto di interessi per ritardata iscrizione a ruolo anche ai tributi locali.
L’ufficio competente, quindi, forma ruoli distinti per ciascuno degli ambiti territoriali in cui l’Agente della riscossione opera. Per ufficio competente deve intendersi, oltre quello dell’amministrazione finanziaria che cura le entrate erariali, anche l’ufficio di ogni altra pubblica amministrazione che ha affidato all’Agente della riscossione la riscossione delle proprie entrate.
In ciascun “ruolo” sono, pertanto, iscritte tutte le somme dovute dai contribuenti con domicilio fiscale in comuni compresi nell’ambito territoriale cui il medesimo ruolo si riferisce.
I “ruoli”, poi, vengono distinti dal legislatore in “ruoli ordinari” e “ruoli straordinari”. I ruoli straordinari vengono formati quando vi è fondato pericolo per la riscossione, pertanto le imposte, gli interessi e le sanzioni sono iscritti per l’intero importo risultante dall’avviso di accertamento, anche se ancora non definitivo.
Il ruolo esattoriale, quindi, riferendosi a più debitori, presenta le caratteristiche dell’atto giuridico collettivo e non dell’atto singolo.
In particolare, secondo il fondamentale disposto dell’art. 49 del D.P.R. n. 602/1973, il ruolo esattoriale costituisce titolo esecutivo che legittima l’Agente della riscossione a procedere all’espropriazione forzata per il recupero delle somme non pagate dai contribuenti.
Chiarita allora la natura giuridica del ruolo esattoriale, va individuato il contenuto necessario di un atto che, in caso di omesso pagamento delle somme ivi indicate, legittima l’esercizio di un’azione esecutiva.
Alla luce delle disposizioni vigenti, il ruolo esattoriale deve contenere l’indicazione dei seguenti elementi:
- l’ente creditore;
- la specie del ruolo;
- il codice fiscale ed i dati anagrafici del debitore;
- il codice di ogni componente del credito;
- il codice dell’ambito;
- l’anno di riferimento del credito;
- il totale degli importi iscritti a ruolo;
- il numero delle rate in cui il ruolo deve essere riscosso;
- l’importo di ciascuna rata e la cadenza delle stesse;
- la data di consegna al concessionario.
Ad evidente garanzia del contribuente, poi, il ruolo deve contenere il riferimento all’eventuale precedente atto di accertamento notificato al debitore ovvero, in mancanza, la motivazione, anche sintetica, della pretesa. In difetto di tali indicazioni non può farsi luogo all’iscrizione.
Palese appare, quindi, la volontà del legislatore di recuperare, in questa fase, un elemento a tutela del contribuente, il quale avrà diritto a conoscere le ragioni della pretesa tributaria, in special modo laddove si consideri che, come detto in precedenza, il ruolo costituisce titolo esecutivo per il recupero coattivo delle somme dovute.
Ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. n. 602/1973, il ruolo è sottoscritto, anche mediante firma elettronica, dal titolare dell’ufficio competente o da un suo delegato. Con la sottoscrizione il ruolo diviene esecutivo.
I ruoli formati direttamente dall’ente creditore sono, quindi, redatti, firmati e consegnati mediante trasmissione telematica ai competenti Agenti della riscossione.
L’art. 17 del D.p.r. 29 settembre 1973, n. 602 disciplinava i termini di decadenza per l’iscrizione a ruolo. La norma, oggi abrogata, prevedeva che: “Le somme dovute dai contribuenti sono iscritte in ruoli resi esecutivi a pena di decadenza:
a) entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione prevista dall’art. 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600;
b) entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di controllo formale prevista dall’art. 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600;
c) entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, per le somme dovute in base agli accertamenti dell’ufficio”.
Tale norma, tuttavia, per ragioni sistematiche è stata oggi abrogata dal legislatore nell’ambito dell’intervento normativo volto al riordino della disciplina relativa ai tempi di notifica delle cartelle esattoriali.
Tale abrogazione è stato resa necessaria nell’ottica di garantire il contribuente, attraverso l’individuazione di tempi certi nell’azione di recupero del credito tributario, proprio al fine di scongiurare un’eccessiva durata dell’azione di riscossione a danno del contribuente.
Ad ogni modo sull’argomento sarà necessario ritornare in termini più analitici in occasione della disamina della nuova normativa relativa ai tempi di notifica delle cartelle esattoriali.  
 

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di Francesco Cossu
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