Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Non sono confortanti i dati emersi dal rapporto sull'Italia

In Italia consumi come 30 anni fa: giù svaghi e tabacco

Nel carrello meno "sfizi" e pochi svaghi

In Italia consumi come 30 anni fa: giù svaghi e tabacco
12/03/2012, 17:03

Era più che prevedibile la fotografia uscita dal responso dell’Istat sui dati pubblicati oggi sul Prodotto interno lordo. Si parla di una recessione tecnica ovvero che nel quarto trimestre del 2011 il pil è diminuito dello 0,7% sul trimestre precedente e dello 0,4% su base annua.
Tecnicamente parlando si tratta di recessione perché pil è calato per il secondo trimestre consecutivo. Più confortante l’analisi che ne ha tratto l’Ocse che parla in maniera ottimistica del nostro Paese avanzando anche l’idea di una crescita riferendosi al superindice che ha raggiunto quota 96,6 avanzando quindi di 0,4 punti.
Un altro dato sconfortante che ne scaturisce è che il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito: carrello della spesa più vuoto e rinunce a quelli che possono essere classificati svaghi come cinema, pizza fuori e sigarette facendo diminuire i consumi in questi settori dell'1,5% a prezzi costanti. Lo rivela un rapporto Intesa Sanpaolo sui consumi di spesa procapite in Italia rivelando che il dato 2011 riporta i livelli indietro di quasi 30 anni.
Secondo il rapporto "si tratta in parte di un trend strutturale legato al minore consumo di alcune voci (come il tabacco) ma che segnala anche le evidenti difficoltà del consumatore italiano che, a fronte delle tensioni sul mercato del lavoro e sul reddito disopnibile, riduce ulteriormente gli sprechi e modera gli acquisti anche in un comparto dei bisogni poco comprimibili come l'agroalimentare".
Continuando a leggere il documento di scopre che  "l'incremento della disoccupazione unito agli effetti delle manovre di correzione dei conti pubblici sulle famiglie fanno prevedere una nuova riduzione dei consumi". Si tratta di c
onsumi che secondo il responso "continueranno ad essere molto prudenti a fronte di risorse reddituali sempre più scarse".

Commenta Stampa
di Simona Buonaura
Riproduzione riservata ©