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Investimenti stranieri in Francia nel 2011: l'Italia si attesta al secondo posto dopo la Germania


Investimenti stranieri in Francia nel 2011: l'Italia si attesta al secondo posto dopo la Germania
02/10/2012, 16:30

Parigi - In un contesto di generale rallentamento dell’economia mondiale e di forte concorrenza in Europa, la Francia ha mantenuto alti i suoi standard di attrattiva. Secondo l’AFII (Agenzia Francese per gli Investimenti Internazionali), nel 2011 ha attirato 698 nuovi progetti di investimento straniero, originando 27 958 nuovi posti di lavoro , al secondo posto in Europa dopo Regno Unito. Ha accolto infatti il 17 % dei progetti di investimento destinati al mercato europeo. Si tratta del secondo miglior risultato registrato da più di 10 anni.

Le imprese straniere installate in Francia si rivelano attori dinamici dell’economia francese. Forniscono più di due milioni di posti di lavoro, svolgono il 20% della ricerca e sviluppo aziendale (R&S) e sono all’origine di più di un terzo delle esportazioni francesi. Questo risultato è dovuto in gran parte alla solidità degli atout francesi (posizione strategica in Europa, infrastrutture, servizi pubblici, mano d'opera qualificata, agevolazioni fiscali per l'installazione), alle sue politiche di sostegno alla competitività ed all’innovazione, a programmi di investimento come il progetto Grand Paris che confermano il dinamismo e la capacità della Francia di realizzare grandi progetti.

La Francia rimane la prima destinazione per numero di investimenti nelle attività di produzione per le imprese del settore agroalimentare, della chimica, dei costruttori automobilistici. Il sondaggio realizzato nel secondo semestre 2011 da TNS-Sofres presso 650 dirigenti d’azienda stranieri racconta le impressioni di coloro i quali guardano alla Francia come possibili investitori e di quelli che hanno già varcato la frontiera francese. Il 66% dei dirigenti considerano la Francia come una destinazione attraente per gli investimenti stranieri e l’82% dei dirigenti già stabilitisi in Francia si dichiarano soddisfatti.

Nell’esercitare le loro attività, le imprese impiegano diversi tipi di funzione: produzione/realizzazione, ricerca e sviluppo, servizi all’impresa, servizi ai privati, logistica e distribuzione, punti vendita, centri decisionali, quartier generali. Negli ultimi anni sono in costante progresso soprattutto gli investimenti nelle funzioni del terziario (con una media annuale del + 7%), le attività di servizio alle imprese (+ 9% nel 2011). Le attività di R&S ed i quartier generali si mantengono ad un livello significativo con, rispettivamente, il 6% ed il 4%; ma al di là del loro impatto sulla crescita degli investimenti, la loro importanza si basa sul forte valore aggiunto degli incarichi altamente qualificati che vengono così generati.

Da sottolineare la notevole ripresa degli investimenti nel settore della produzione (dopo un calo dal 2003 al 2010, tornano al 32% nel 2011), grazie soprattutto al traino del settore agroalimentare, della chimica, delle attrezzature medico-chirurgiche, delle attrezzature meccaniche, della medicina e delle biotecnologie applicate.

Anche i tipi di investimento variano a seconda dell’impresa; si può puntare sulla creazione di un nuovo sito, sull’estensione di un sito esistente, su una partnership o un’acquisizione. Il 2011 conferma la crescita dei progetti di estensione: 46% del totale contro il 40% del 2010. Questi progetti predominano soprattutto nelle attività produttive e di R&S. Subiscono invece un sensibile calo i progetti che puntano sulla creazione di nuovi siti (46% del totale, rispetto al 51% del 2010).

Come per gli anni precedenti, i nuovi investimenti stranieri si sono suddivisi su tutto il territorio francese, tenendo conto dell’attrattiva delle grandi metropoli e dalla presenza di altre aziende straniere nelle regioni che fungono spesso da traino all’arrivo di nuovi investitori. Le prime cinque regioni ad attirare investimenti stranieri sono: l’Ile-de-France (33% del totale nazionale), Rhônes-Alpes (17%), Alsace (6%), Midi-Pyrénées (6%) e Provence-Alpes-Côte d’Azur (5%).

A partire dal 2007, i progetti di investimento italiani in Francia hanno registrato un forte aumento, e ad oggi danno lavoro a più di 100 000 persone. Nel 2011, l’Italia si è attestata al secondo posto dietro solo alla Germania, con 46 nuovi progetti di investimento che permetteranno la creazione o il mantenimento di 1610 posti di lavoro. Le aziende italiane sviluppano principalmente attività di produzione (41%), di servizi alle imprese (22%) e di servizi ai privati (11%). I settori più attratti dal territorio francesi sono quelli delle attrezzature meccaniche (11%) e dell’automobile (11%). La maggioranza dei nuovi progetti riguardano l’estensione di siti già esistenti (54%).

Nel 2011, la Francia è risultata essere in cima alle preferenze degli investimenti italiani creatori di occupazione in Europa, con il 33% dei progetti. Sono 36 le imprese italiane che hanno investito in Francia e sono state recensite da Forbes 2000.

Nello specifico si seganalano alcune realizzazioni:

  • Autostrade, gruppo italiano concessionario e di costruzione e di gestione delle autostrade a pedaggio e dei servizi connessi alla mobilità, ha creato una filiale in Francia (nella regione Ile-de-France) per gestire l’attuazione dell’eco-tassa sui camion e gli autocarri;
  • ABS Acciai, uno dei principali produttori in Italia di acciai speciali, ha deciso di creazre un centro di ricerca a Metz;
  • Sorin Group, leader mondiale nel campo delle tecnologie mediche destinate al trattamento delle patologie cardiovascolari, ha annunciato la creazione di una piattaforma tecnologica di R&S in neuro stimolazione sul sito di Clamart, nella regione dell’Ile-de-France, creando varie partnership con PMI di punta francesi, con laboratori accademici e ospedali.

Secondo gli ultimi dati, questa è solo la punta dell’iceberg dei progetti di investimento che le aziende italiane decidono di orientare verso la Francia; ad oggi sono presenti 1366 gruppi italiani, per un totale di 2 735 aziende e lo stock di IDE (Investimento Diretto Estero), ossia il capitale diretto totale posseduto dai non-residenti italiani in Francia rappresenta 15,1 miliardi di Euro.

Edoardo Secchi
Presidente fondatore
ITALIE-FRANCE GROUP
66, Avenue des Champs Elysées - 75008 Paris
E-mail: info(@)italiefrancegroup.com  
Website: www.italie-france.com

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di Redazione
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