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La previsione all'assemblea di Ibc

Istat: Italia in recessione tecnica

"Il Pil nel primo trimestre non è andato bene"

Istat: Italia in recessione tecnica
20/03/2012, 16:03

MILANO - Il presidente dell’Istat Enrico Giovannini è pessimista sul prodotto interno lordo nel primo trimestre 2012: “Sappiamo già che non è andato bene a causa della caduta dei consumi”. Lo ha detto all’assemblea di Ibc, l’associazione che rappresenta le industrie di beni di consumo. “La variazione media annua - ha aggiunto Giovannini - già acquisita per il 2012 è -0,5%”. La crescita del 2011 è stata rivista recentemente al rialzo (+0,5%). Nel quarto trimestre è sceso dello 0,7 rispetto al trimestre precedente. E rispetto al quarto trimestre del 2010, il calo è dello 0,4& Poche storie: il paese è in recessione. Per due trimestri consecutivi, infatti, il Pil ha registrato un calo congiunturale e questo, secondo la statistica, determina quindi una recessione.
“Sono indicazioni indirette -  ha precisato Giovannini - a gennaio la produzione industriale indica dei problemi, come emerge anche dalle stime anticipate da Confindustria. A febbraio, poi, sappiamo che c’è stato un momento climatico che non ha favorito la produzione e ha creato tutta una serie di problemi”. Giovannini ha poi spiegato che “la recessione si caratterizza per un calo dei consumi ma non degli investimenti con la domanda estera che fa da calmiere”.
Il presidente dell’istituto di statistica ha sottolineato che il reddito pro capite delle famiglie si è ridotto di 300 euro nel 2009 rispetto al 2000. E se guardiamo a questi ultimi anni, “siamo passati da una crisi di produzione a una ambientale, fino ad una crisi finanziaria e ora siamo in mezzo a quella sociale”. Giovannini si augura un cambiamento di mentalità e di regime, senza il quale “non credo che andremo molto lontano”.

I CONSUMATORI – Secondo le due associazioni Federconsumatori e Adusbef le prime stime non  promettono nulla di positivo. “I consumi – ricordano in una nota - sono in forte calo, persino nel settore alimentare, cioè il comparto che per ultimo viene intaccato dalla crisi: nel 2011 hanno registrato una diminuzione del -4,8%. Tale contrazione, complessivamente, ammonta a 6,3 miliardi, pari ad una minor spesa di 264 euro annui a famiglia”. Il rischio per il pil è continuare a contrarsi al di sotto delle previsioni già negative che lo vedono al -2%.
Per evitare questa drammatica prospettiva è “urgente metter in campo strumenti per il rilancio dell’economia” ed è “indispensabile mettere fine ad ogni ipotesi di aumento della tassazione, annullando prima di tutto l’ulteriore incremento dell’Iva a partire da settembre”.

CRITICHE DAL PDCI - Sui dati presentati dal presidente dell'Istat è subito intervenuto Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci: “Dimostrano quanto da tempo affermiamo: la manovra del governo oltre che iniqua è stata recessiva”. E ancora: “Per tornare a crescere bisogna stimolare i consumi e sostenere i salari. Per questo, e lo dico a trattativa sul mercato del lavoro in corso, bisognerebbe aiutare concretamente i precari e non certo mettere in discussione l'articolo 18”.
 

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di Gaia Bozza
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