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Resta stabile il dato totale, ma non quello giovanile

Istat: la povertà colpisce sempre più i giovani


Istat: la povertà colpisce sempre più i giovani
15/07/2010, 13:07

ROMA - L'Istat ha diffuso i dati sulla povertà in Italia, che possono essere letti superficialmente come una siotuazione di stabilità, a dispetto della crisi. Infatti resta intorno ad 8 milioni, il numero di famiglie che sono da considerarsi povere o relativamente povere. Parliamo di persone singole che guadagnano meno di 983 euro mensili (contro i 1000 della verifica 2008), mentre le cifre sono via via più alte man mano che le famiglia diventano più numerose. Rimane altissimo anche il divario regionale: al nord meno del 5% della popolazione ricade sotto la soglia della povertà; al sud sono il 22,7%, quasi una persona ogni quattro.
Allora vuol dire che la crisi economica che ha colpito il nostro Paese non ha avuto effetti? Non è così. Il fatto è che i più colpiti dalla crisi sono stati i giovani, che hanno potuto utilizzare, come ammortizzatore sociale, la famiglia; mentre le persone più esperte, in massima parte, sono state salvate dall'uso della cassa integrazione. Questo permette di nascondere gran parte degli effetti dal punto di vista statistico, ma la famiglia è un ammortizzatore sociale finchè almeno una persona guadagna; e la cassa integrazione prima o poi finisce. E dopo?
Una curiosità: le famiglie a reddito unico derivante da impiego autonomo, in media, hanno migliorato la propria ricchezza, al contrario delle altre tipologie di famiglie.

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di Antonio Rispoli
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