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Dietro la protesta stile Innse, un buco da 80ml di euro

Istituto Ancr-Urbe:dipendenti su Colosseo per protesta


Istituto Ancr-Urbe:dipendenti su Colosseo per protesta
15/08/2009, 13:08

Qualcuno potrebbe definirla una "pericolosa moda eversiva" (e anche un po' comunista) quella che pare si stia scatenando tra i dipendenti italiani che subiscono, ingiustamente, la perdita del posto di lavoro o, come nel caso che andreamo ad analizzare, la vendita poco "pulita" di un azienda che, una volta ceduta ai nuovi acquirenti, "ha azzerato i diritti acquisiti, l'anzianità e la progressione economica maturata" dai suoi lavoratori. Quelli della Innse erano operai e, come luogo di resistenza, avevano scelto una gru. Questa volta, invece, a causare la protesta è la cessione dello storico istituto romano di vigilanza privata Ancr-Urbe. I "dipendenti resistenti" questa volta non sono dunque operai ma guardie giurate e, il luogo dell'occupazione, non è una gru ma ciò che ci si poteva aspettare dallo scenario capitolino: un arco situato a cinquanta metri d'altezza sul Colosseo.
Ma andiamo a valutare nel dettaglio ciò ce ha provocato tale esasperata protesta: come anticipato prima nell'articolo, la Ancr-Urbe, è stata chiusa da poco per il passaggio ad una nuova società e, tutti i suoi dipendenti, si sono ritrovati in un attimo senza lavoro, diritti acquisiti, anzianità e progressione economica maturata. L'associazione, tra l'altro,è già da tempo sotto la lente d'ingrandimento dell'autorità giudiziaria a causa di un presunto buco nel bilancio da 80 milioni di euro. Il Pm Paolo D'Ovidio ha celermente aperto un fascicolo per "appropriazione indebita sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'ente, che percepisce finanziamenti anche dal ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio" .
Contemporaneamente, date le denunce del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma e di alcuni sindacalisti, ha iscritto nel registro degli indagati l'ex presidente Gustavo De Meo.
L'intera inchiesta, si legge su Repubblica, "punta a far luce  sulla "svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline". E' infatti possibile che, determinate operazioni finanziarie, siano servite per celare diversi guadagni illeciti. La procura, in ultimo, indaga anche sulla gestione dell'istituto Urbe per la cui insolvenza si era espresso con un sentenza il tribunale fallimentare.
Intanto, sempre su Repubblica si legge che:"Le guardie giurate durante la notte hanno ricevuto il supporto dei loro colleghi, che grazie a una corda utilizzata come una sorta di portavivande hanno portato coperte, tè, caffè caldo e qualche panino".
Claudio Biggioni, sindacalista della Rdb-Cub, smetnisce che ci sia un ripensamento a recedere dalla protesta e precisa: "Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità".

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di Germano Milite
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