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Italia 48esima nella classifica della competitività


Italia 48esima nella classifica della competitività
08/09/2009, 10:09

E' stata resa nota la classifica che ogni anno il World Economic Forum fa sul livello della competitività dei vari Paesi. Per l'Italia, la solita umiliazione: 48esima in classifica, dietro la Tunisia e lontanissima dagli altri principali Paesi europei: Svizzera (prima) Germania (settima), Gran Bretagna (13esima), Francia (16esima),  Spagna (33esima). Anche i Paesi scandinavi sono davanti a noi: Svezia (quarta), Danimarca (quinta) e Finlandia (sesta). I punti di forza sono le dimensioni del mercato, grazie alle nostre esportazioni, e lo sviluppo dei distretti economici. Mentre siamo agli ultimi posti in "onestà economica": 107esimi come fiducia ai politici; 121 nello spreco di denaro pubblico, 128esimi come efficienza delle leggi; siamo al numero 109 come trasparenza politica; al 124esimo come protezione dei soci di minoranza nelle società; al 121esimo come efficacia del CDA societario. E le cose non cambiano, se si passa alla spesa per l'istruzione (65esimo posto) soprattutto quella secondaria (68esimo); stendiamoun velo pietoso sulla formazione professionale (numero 118 in graduatoria).
Non vanno meglio le cose nel mondo del lavoro, e non per colpa dei lavoratori: 123esimi nella collaborazione tra operai e datori di lavoro; 126esimi nella contrattazione salariale; 128esimi nelle pratiche di assunzione licenziamento (anche se in realtà il problema riguarda più l'assunzione; il licenziamento grazie alla legge Biagi è facilissimo, ndr); siamo al 90esimo posto per la partecipazione femminile al lavoro (peggio di noi stanno quasi solamente i Paesi musulmani, che in larga parte vietano il lavoro alle donne, ndr). Per gli imprenditori, la difficoltà resta quella dell'accesso al credito (98esimi).
Come si vede sono tantissime le ombre, su cui bisognerebbe intervenire. E negli ultimi 8 anni non ho visto nessun intervento in questi settori,se si escludono un paio di provvedimenti - completamente disattesi - dell'ex Ministro Bersani sull'accesso al credito.

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di Antonio Rispoli
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