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Italia come la Grecia? No, peggio


Italia come la Grecia? No, peggio
24/10/2011, 17:10

Molti giornali oggi sono usciti con titoli scandalizzati per il fatto che domenica, alla riunione dei 27 capi di Stato europei, si sia detto che la Spagna è fuori pericolo e quindi gli unici problemi sono l'Italia e la Grecia. E così molti articoli che sottolineano come la situazione italiana è diversa da quella della Grecia.
In un certo senso è vero. La Grecia ha un debito pari al 160% del Pil ed un deficit superiore all'8% del Pil. Inoltre nel 2011 per il suo quarto anno sarà in recessione ed è squassata da rivolte e scioperi. Inoltre, la BCE le ha imposto una serie di manovre "lacrime e sangue" che hanno completamente distrutto la domanda interna e quindi l'economia nazionale. Da questo punto di vista, l'Italia è combinata meglio: il debito è "solo" al 120% e il deficit per il 2011 è sotto il 4% del Pil; mentre lo stesso Pil crescerà, anche se solo dello 0,6-0,8%. Tuttavia anche l'Italia ha accettato una serie di manovre "lacrime e sangue" imposte dalla BCE (100 miliardi di euro solo tra luglio ed agosto ed ora bisogna vedere quest'altra manovra camuffata da Dl sviluppo) per ottenere un aiuto a contenere lo spread, cioè il differenziale tra i titoli decennali italiani e tedeschi.
Ma non solo. Il problema è che queste misure stanno massacrando l'economia italiana. La crescita per il 2011 in Italia a gennaio era prevista all'1,1%, a giugno era diventato l'1%, adesso siamo allo 0,6-0,8% (con gli ultimi due trimestri a crescita zero). Per l'anno prossimo siamo scesi dall'1,3% previsto a gennaio ad una previsione dello 0,3% e per il 2013 dall'1,3% previsto allo 0,5%. Bisogna fare attenzione, perchè una bassa crescita si collega ad un calo dell'occupazione e ad una riduzione della domanda interna, altri due problemi che singolarmente aumentano il calo del Pil nazionale, con un circolo vizioso che deprime l'economia di un Paese.
Ma se aiutare la Grecia è relativamente semplice, aiutare l'Italia lo è molto di meno. Attualmente il debito pubblico greco è pari a 320 miliardi di euro, ma sarebbe facilissimo risolverglielo: basta decidere che per i prossimi 3 anni (o magari 5) tutti i titoli di Stato in scadenza vengono rilevati dalla BCE in cambio di titoli speciali a lungo termine (20 anni o 30, per esempio) con un interesse bassissimo, dell'1 o 2% annuo. In questa maniera si ridurrebbero notevolmente gli interessi che la Grecia deve pagare e così le si dà il tempo e il modo di far crescere la propria economia senza preoccuparsi di piazzare i propri titoli sul mercato. Così, sono 150-200 miliardi si salverebbe il Paese. Ma l'Italia piazza 250 miliardi all'anno di titoli sul mercato. Una soluzione del genere non sarebbe praticabile, perchè servirebbero circa 1000 miliardi di euro. E chi è disposto a tirar fuori tanti soldi?
Quindi la nostra situazione è peggiore di quella greca, perchè loro possono essere salvati, noi dobbiamo cavarcela da soli. Certo, qualche piccolo aiuto lo si potrà avere, ma la fatica la dovrà fare lo Stato italiano. E qui subentra il nostro problema principale: il governo. Purtroppo, anche se non piace ai tifosi di Berlusconi, il premier dimostra la propria incapacità ogni giorno; all'estero ci prendono in giro ed adesso non si sentono più neanche in dovere di nasconderlo, come dimostrano i sorrisi irridenti con i quali Sarkozy e Merkel hanno accolto domenica una domanda sulla affidabilità del governo Berlusconi. E come non bastasse, abbiamo un Ministro delle Finanze che da 10 anni sta spendendo (o collaborando a spendere) soldi pubblici a piene mani e che non ha mai azzeccato una sola misura economica. Con questi presupposti, cosa ci si può aspettare? In più Berlusconi non concepisce l'azione poer il Paese. Lui la concepisce come un bambino capriccioso: se non ci può giocare lui, col giocattolo Italia, non ci giocherà nessuno. E se deve rompere il giocattolo, per impedire agli altri di giocarci, lo farà senza nessuna esitazione.

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di Antonio Rispoli
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