Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

ITALIA, COSTO DEL LAVORO SEMPRE PIU' CARO


ITALIA, COSTO DEL LAVORO SEMPRE PIU' CARO
23/08/2008, 13:08

Costo del lavoro sempre più caro in Italia. Diversamente da quanto accade negli altri Paesi industrializzati, dove questi costi salgono in maniera moderata, in Italia il costo del lavoro corre ad un passo tre volte superiore alla media dei Paesi Ocse. Nel primo trimestre del 2008, secondo i dati dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel nostro Paese il costo del lavoro nei servizi è cresciuto del 2,1% rispetto al trimestre precedente e quello nell'industria dell'1,3%, contro una media dell'area Ocse rispettivamente del +0,7% e +0,5%.
L'Italia figura al top della classifica degli aumenti, subito dietro l'Ungheria (+3%) e la Slovacchia (+2,5%), e ben oltre i livelli di altre grandi economie europee come Francia (+0,5%) e Germania (+0,3%). L'unico Paese dove invece il costo del lavoro nei servizi è calato è la Corea (-0,4%). L'Italia batte anche Usa e Giappone, dove si è avuto un aumento rispettivamente dello 0,8% e 0,2%. Rispetto al primo trimestre dello scorso anno, il costo del lavoro in Italia è cresciuto addirittura del 6,7%: anche in questo caso tre volte di più che nell'area Ocse (+2,1%), e in testa alla classifica dei Paesi dove il costo del lavoro corre a ritmi più alti (+10% in Ungheria e +6,7% in Slovacchia). Aumenti più contenuti dei costi si registrano, invece, nell'industria, dove comunque il Bel Paese si posiziona al di sopra della media dei Paesi Ocse: "Nell'industria - evidenzia l'organizzazione - i costi unitari del lavoro sono continuati a crescere" nei primi tre mesi del 2008, con un +0,5% sia per l'area Ocse che per il G7 e un più modesto +0,2% per l'Euro-zona".
L'Italia risulta tra i Paesi dove il costo del lavoro cresce di più, assieme a Canada (che guida la classifica con +2,4%), Norvegia, Australia, Nuova Zelanda e Danimarca. Rispetto al primo trimestre 2007 il costo del lavoro nell'industria italiana è cresciuto di ben il 4,5%, contro il +0,5% della zona Ocse e il +0,1% dell'Euro-zona.
La performance italiana stride in particolare al confronto con altri colleghi del G7, come Francia e Germania, dove i costi del lavoro sono persino diminuiti (rispettivamente -0,1% e -0,3% rispetto al trimestre precedente). O come Usa e Giappone dove, dopo diversi mesi di calo (sei anni per il Giappone), il costo del lavoro tra gennaio è tornato a crescere (rispettivamente +0,3% e +0,6%), ma è comunque diminuito rispetto allo scorso anno.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©