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Austria, Germania, Finlandia, Francia, Olanda e Svezia

Italia e altri 6 paesi, sette proposte per salvare l'Europa

Crescita unica strada possibile

Italia e altri 6 paesi, sette proposte per salvare l'Europa
24/04/2012, 18:04

BRUXELLES - L'Italia e altri sei Paesi europei, che si sono autodefiniti «gli amici di una spesa migliore», hanno presentato sette proposte nell'ambito dei negoziati per il nuovo bilancio pluriennale della Ue (2014-2020), per migliorare l'impatto della spesa comunitaria sulla crescita e l'occupazione, pur con le limitazioni imposte dalla crisi. Oltre all'Italia, il “nonpaper” - presentato in occasione del Consiglio affari generali - è stato firmato da Austria, Germania, Finlandia, Francia, Olanda e Svezia.  «Dobbiamo aumentare l'impatto dei fondi europei sulla crescita sostenibile e l'occupazione allo scopo di realizzare gli obiettivi di governance economica», dichiarano i sette. «Dobbiamo essere sicuri che la spesa dei fondi è pianificata, programmata, controllata e valutata in un modo più efficiente», aggiungono. A questo scopo, presentano sette proposte da discutere nell'ambito dei negoziati sul nuovo bilancio pluriennale («una grande opportunità per disegnare l'Europa futura» che non bisogna perdere). Ecco i sette punti: 1) Aumentare l'impatto sulla crescita e l'occupazione, anche attraverso una chiara connessione tra i cinque tipi di fondi Ue e l'applicazione delle specifiche raccomandazioni dei paesi e una quota più ampia orientata a crescita e occupazione. 2) Applicare condizionalità macroeconomica anche attraverso la possibilità di sospendere impegni di pagamento, quando gli stati membri non prendono misure per correggere deficit o squilibri eccessivi, e non prendono azioni per implementare i programmi di aggiustamento o le condizioni legate a piani di aiuto del Fondo Esm. 3) Introdurre una cornice comune per i cinque fondi. 4) Rivedere il programma dei fondi regolarmente sulla base di rapporti della Commissione, durante i vertici di primavera. 5) Creare una riserva per le performance migliori, su base volontaria. 6) L'aumento della quota di co-finanziamento degli stati membri in situazione economica difficile dovrebbe scadere al termine dell'attuale quadro finanziario, a fine 2013. 7) Usare di più l'esperienza della banca europea di investimenti per identificare e preparare progetti che aumentino la qualità della spesa e assicurino il finanziamento europeo solo ai progetti con ritorno economico.

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di Valerio Esca
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