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L'Italia nel 2014 dovrebbe avere il debito al 113% del Pil

La BCE ci impone una tassa da 100 miliardi. Chi ne parla?


La BCE ci impone una tassa da 100 miliardi. Chi ne parla?
30/10/2011, 20:10

C'è una notizia oggi che meritava la prima pagina, ma di cui nessuno, a parte il Corriere della Sera, ha parlato. Tutti a vedere il dibattito tra un tecnico liberista come Pierluigi Bersani ed un "destrorso" come Matteo Renzi; due persone che stanno nel Pd con la stessa naturalità con cui un pesce cammina sulla terra. Oppure a discutere se i pensieri del Pm siciliano Antonio Ingroia influenzano le sue decisioni durante le indagini e i processi. O altre cavolate del genere.
Il punto è molto semplice: nel documento finale uscito dalla riunione dei 27 capi di Stato che si è tenuto mercoledì scorso (per intenderci, quello dove Berlusconi si è fatto precedere dalla letterina piena di buone intenzioni) c'è un punto dove l'Europa non si accontente di un generico "ridurremo il debito pubblico". Ma fissa un traguardo preciso: il rapporto debito pubblico/Pil al 113% nel 2014. Attualmente questo valore, secondo le previsioni, a fine 2011 sarà al 121%. Questo vuol dire che, oltre a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, lo Stato italiano deve trovare altre risorse per far scendere il debito pubblico. Quante risorse? Beh, il calcolo è presto fatto: il Pil italiano è di circa 1300-1400 miliardi. L'8% del Pil sono oltre 100 miliardi. Poichè secondo le previsioni la crescita del Pil nei prossimi tre anni sarà pari più o meno a zero, bisognerà trovare da qualche altra parte questo centinaio di miliardi. Ed in più, c'è un vincolo, che è insito nelle regole ragionieristiche: devono provenire dalla vendita di beni.
Ora, quanti e quali beni dovrà vendere il governo italiano, nei prossimi 3 anni, per racimolare questa somma? La risposta però rischia di essere tragica, se si pensa alla svendita fatta dal governo Berlusconi, attraverso una delle "brillanti" idee del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, di immobili per un valore di alcuni miliardi. Per chi non ricordasse, Tremonti aveva iscritto gli appartamenti stimando entrate pari a 100, le vendite sono state fatte ai soliti amici palazzinari, che le hanno pagate 2; il che ha creato un buco di 98 nei bilanci dello Stato. Il rischio, su una vendita teorica di 100 miliardi, è di creare un buco abnorme nei conti pubblici.
Naturalmente il calcolo prevede che il debito pubblico non salga ulteriormente. Ma le previsioni invece danno il debito pubblico che nel 2013 dovrebbe arrivare al 124%, cioè dovrebbe aumentare di altri 40 miliardi. Insomma, rispetto alle previsioni, neo prossimi 3 anni bisognerà trovare quasi 50 miliardi all'anno.
Chissà come mai nessuno ne parla, vero?

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di Antonio Rispoli
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