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Si stima ci siano 500 mila turisti da rimpatriare

La Brexit manda in fallimento la società di viaggi Thomas Cook


Un aereo della Thomas Cook
Un aereo della Thomas Cook
23/09/2019, 16:50

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - La Thomas Cook, società di viaggi britannica fondata all'inizio dell'800, dichiara fallimento. Non è riuscita a trovare i 200 milioni di sterline necessarie per andare avanti almeno un altro mese e quindi ha dovuto dichiarare bancarotta. La Thomas Cook è attualmente di proprietà di una società cinese, la Fosun Tourism Group, che solo nell'ultimo mese ha investito 450 milioni di sterline per tenerla a galla. Ora c'è il problema dei turisti: si calcola che ci siano 150 mila turisti britannici e 350 mila di altre nazionalità che bisogna riportare a casa, adesso che la Thomas Cook non è in grado di farlo. Una operazione che potrebbe costare oltre un miliardo di sterline, e a pagare sarà il fondo di garanzia Atol, creato proprio per queste emergenze. Solo che mai era stata di queste dimensioni. 

A determinare il fallimento della Thomas Cook una operazione sbagliata, come l'assorbimento della società MyTravel, che era costata oltre un miliardo. Ma soprattutto la Brexit, che ha spinto i britannici ad andare meno in vacanza all'estero o quanto meno ad organizzare autonomamente la vacanza. Il risultato è stato un calo progressivo di clienti a cui la società non ha saputo opporre nulla. 

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di Antonio Rispoli
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