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La cedolare secca


La cedolare secca
11/12/2013, 10:11

Nelle precedenti puntate abbiamoparlato delle imposte di registro e di bollo da versare in occasione della registrazione obbligatoria deicontratti di locazione e affitto di beni immobili.
In questa sede precisiamo che per le locazioni fra privati di immobili abitativi, locati a uso abitativo, c'èanche la possibilità di optare per un regime facoltativo: la cedolare secca.
Il regime della cedolare secca prevede il versamento di un'imposta (del 21% o del 15%) sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile), nonchédelle imposte di registro e di bollo, ordinariamente dovute sul contratto di locazione.
La scelta per la cedolare seccaimplica la rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente.
E’ possibile optare per la cedolare secca sia alla registrazione del contratto sia, per gli affitti pluriennali, negli anni successivi. Quando l’opzione non viene esercitata all’inizio, la registrazione segue le regole ordinarie; in questo caso, le imposte di registro e di bollo sono dovute e non sono più rimborsabili.
Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto), che non locano l’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.
L’opzione comporta l’applicazione delle regole della cedolare secca per l’intero periodo di durata del contratto.
L’opzione della cedolare secca puòcomunque essere revocata dal locatorein ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui è stata esercitata. (di Giovanni Lepre)

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di Redazione
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