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La convocazione dei creditori e le operazioni del commissario nel concordato preventivo


La convocazione dei creditori e le operazioni del commissario nel concordato preventivo
19/01/2010, 12:01

Il commissario giudiziale deve provvedere alla verifica dell’elenco dei creditori e dei debitori con l’ausilio delle scritture contabili presentate.
Il commissario provvede a comunicare ai creditori un avviso contenente la data di convocazione dei creditori e le proposte del debitore. Se la comunicazione ad ogni creditore è particolarmente difficile, per l’elevato numero, il tribunale può provvedere alla pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta Ufficiale ovvero in altri giornali.
Il commissario giudiziale redige una dettagliata reazione sulle cause del dissesto del debitore allegando l’inventario del patrimonio. Nella relazione deve essere illustrata anche la condotta del debitore e le proposte di concordato e le garanzie offerte ai creditori. La relazione deve essere depositata in cancelleria almeno tre giorni prima della data fissata per l’adunanza dei creditori.
Il giorno dell’adunanza dei creditori è stabilito con decreto dal tribunale, in cui è specificato anche il luogo.
All’adunanza, presieduta dal giudice delegato, possono parteciparvi sia i creditori che un mandatario speciale, dagli stessi nominato con procura, e personalmente il debitore ovvero il legale rappresentante. Il debitore, se non interviene e la sua impossibilità è accertata dal giudice delegato, può farsi rappresentare da un mandatario speciale.
Ritenuta valida l’adunanza, il commissario giudiziale avvia le operazioni:
1) il commissario illustra la sua relazione e le proposte definitive del debitore;
2) ciascun creditore ha la possibilità di evidenziare le proprie ragioni relativamente alla inammissibilità o inaccettabilità del concordato preventivo e può sollevare contestazioni sui crediti concorrenti;
3) il debitore, a sua volta, può rispondere e può contestare i crediti e deve fornire al giudice gli opportuni chiarimenti;
4) il giudice delegato può ammettere provvisoriamente sia in tutto che in parte i crediti contestati esclusivamente al fine del conteggio del voto e del calcolo delle maggioranze. Tale ammissione provvisoria non pregiudica assolutamente le pronunzie definitive sulla sussistenza degli stessi crediti;
5) i creditori esclusi possono opporsi alla esclusione in sede di omologazione del concordato se la loro ammissione fosse stata influente per la formazione delle maggioranze;
La proposta di concordato non può essere modificata dopo l’inizio delle operazioni di voto.
L’ammissione al concordato avviene con il raggiungimento della maggioranza dei voti espressi dai creditori ammessi al voto e se tale maggioranza si verifica inoltre nel maggior numero delle classi.
I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, ancorché la garanzia sia contestata, dei quali la proposta di concordato prevede l’integrale pagamento, non hanno diritto al voto se non rinunciano in tutto od in parte al diritto di prelazione. Qualora i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca rinuncino in tutto o in parte alla prelazione, per la parte del credito non coperta dalla garanzia sono equiparati ai creditori chirografari; la rinuncia ha effetto ai soli fini del concordato.
I creditori muniti di diritto di prelazione di cui la proposta di concordato prevede, ai sensi dell’art. 160, la soddisfazione non integrale, sono equiparati ai chirografari per la parte residua del credito.
Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze il coniuge del debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto grado, i cessionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima della proposta di concordato.
Il segretario dell’adunanza provvede alla redazione del verbale. In tale verbale sono indicati sia i creditori che esprimono voto favorevole, sia i creditori che esprimono voto contrario, con l’indicazione nominativa e l’ammontare dei crediti dagli stessi vantati.
Il processo verbale è sottoscritto sia dal giudice delegato, sia dal commissario giudiziale e sia dal cancelliere.
Se nel giorno stabilito non è possibile compiere tutte le operazioni, la loro continuazione viene rimessa dal giudice ad un'udienza prossima, non oltre otto giorni, senza bisogno di avviso agli assenti.
Le adesioni, pervenute per telegramma o per lettera o per telefax o per posta elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale, sono annotate dal cancelliere in calce al medesimo e sono considerate ai fini del computo della maggioranza dei crediti.

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di Francesco Cossu
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