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Ecco la seconda parte dell'articolo

La crisi economica: affamare la Bestia


La crisi economica: affamare la Bestia
22/08/2011, 10:08

(Parte 2)

La novità che introdussero la Thatcher e Reagan fu semplice: azzerare il welfare e risparmiare soldi pubblici da distribuire agli industriali. Un modo di agire che fu poi codificato dalla cosiddetta "scuola di Chicago", una ideologia economica, basata sullo slogan: "Affama la Bestia". Dove la "Bestia" è la spesa pubblica. Il concetto è semplice: si taglia al massimo la spesa pubblica, rinunciando alla scuola pubblica, alla sanità pubblica, si privatizza tutto il possibile. I soldi così ottenuto vengono dati, sotto forma di incentivi fiscali e riduzioni di tasse alla classe imprenditoriale più ricca; a quel punto, secondo questa teoria, gli imprenditori assumeranno più persone dando una scossa all'economia ed aumentando le entrate dello Stato.
Teoria che però fa acqua da tutte le parti. Non ci vuole una laurea in economia per chiedersi: ma una volta che l'imprenditore ha avuto un regalo fiscale, chi ci garantisce che assuma qualcuno? Ed infatti questa teoria, nella pratica, ha portato i ricchi a diventare sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. E queste furono le prime conseguenze che colpirono Usa e Gb. L'unico settore pubblico che la teoria della scuola di Chicago impone di non toccare è il settore militare. Non è un caso che gli anni '80 e '90 sono state una serie di guerre continue: lo scontro tra Inghilterra e Argentina per le Malvinas/Falkland, le continue forniture Usa ai Mujaheddin in Afghanistan ("Combattenti per la libertà", quando attaccavano gli invasori russi; oggi che i loro figli attaccano gli invasori occidentali si chiamano "talebani" e sono considerati terroristi) e all'Iraq per attaccare l'Iran; poi la prima Guerra del Golfo, quando l'Iraq invase il Kuwait, poi la Somalia, per non parlare di Grenada e così via. Non è un caso: spendere soldi nel campo militare consente di indirizzare sotto le armi le grandi masse di poveri disoccupati che ancora non sono andati in galera. E' per questo che il tasso di criminalità negli Usa è così alto; ed è per questo che in Inghilterra cresce progressivamente.
Tuttavia, non bastava questo per sostenere l'economia americana. Servivano altri aiuti. Aiuti che sono arrivati facilmente dal Fondo Monetario Internaionale, che cominciò a subordinare i prestiti ad una serie di misure (sempre le stesse): taglio della spesa pubblica, taglio e privatizzazione dei servizi di welfare, precarizzazione del mercato del lavoro. In questa maniera vennero distrutte sin dagli anni '80 numerose economie emergenti o in via di sviluppo: Vietnam, Laos, Messico, Venezuela, Argentina, Brasile (almeno in parte). E non si tratta di Paesi scelti a caso. I Paesi asiatici furono immediatamente colonizzati dalle multinazionali Usa che avevano bisogno di masse di lavoratori poco qualificate ma molto economiche. Il Brasile, date le sue dimensioni e il suo potenziale economico, può essere un catalizzatore di tutto il Sud America e creare un nucleo anti-Usa. L'Argentina era all'epoca il concorrente numero 1 degli Usa per quanto riguarda la carne venduta nel centro e sud America (e quella argentina è migliore, perchè priva di estrogeni, antibiotici ed altri additivi illegali); non per niente attualmente ci sono fortissimi dazi sulle esportazioni dall'Argentina. Un Messico impoverito invece serviva per fornire quelle masse di lavoratori illegali che tenessero basso lo stipendio e le pretese sindacali dei lavoratori americani degli Stati del Sud. Tra tutti questi casi, la crisi che si ricorda meglio è probabilmente quella messicana, col subcomandante Marcos alla guida dei contadini del Chiapas, regione del Messico. Una crisi che il Fondo Monetario Internazionale tentò di risolvere promettendo con una lettera un prestito di grosse cifre al governo del Messico, con tassi di interesse quasi nulli, se avesse usato l'esercito per sterminare tutti i rivoltosi. Suggerimento che per fortiuna il governo non seguì, preferendo un accordo.
Come si vede, quindi, la teoria della scuola di Chicago si era dimostrata un fallimento totale: dovunque è stata applicata ha apportato disastri. Ma non negli Usa, che comunque è andato avanti senza grossi problemi interni, pur essendo stato il primo Paese ad applicare questa teoria, sin dall'inizio degli anni '80. Come mai?


(2............. Continua)

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di Antonio Rispoli
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