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Prima puntata, adatta a chi non conosce l'economia

La crisi economica: come è nata?


La crisi economica: come è nata?
21/08/2011, 11:08

Quando si parla della crisi economica in corso, se qualcuno vuole risalire alle origini, parla sempre della crisi dei mitui subprime, che risalgono al mese di luglio 2008: due società statunitensi, che offrivano copertura statale ai mutui concessi dalle banche, denunciarono di non poter coprire il numero eccessivo di mutui impagati, chiedendo aiuto al governo federale. Si trattava di Fanny Mae e di Freddie Mac, che il 13 luglio vennero autorizzate dalla Federal Reserve a chiedere prestiti alla stessa Fed allo stesso tasso di sconto di cui godono le banche (allora di poco superiore all'1%) per comprare i mutui in sofferenza. Di lì ad un mese la crisi si estende ad un colosso come la Lehmann Brothers. E' qui l'origine di questa crisi?
Solo una persona superficiale può pensarla così. Infatti, i due istituti finanziari per essere travolti, si sono trovati con una marea di mutui subprime che non venivano pagati. Quindi bisognerebbe capire l'origine dei mutui subprime, cosa sono, e perchè non venivano pagati. O si vuole pensare che ad un certo punto l'intera popolazione statunitense si sia messa in sciopero dei pagamenti? L'idea è assurda, ovviamente.
In realtà questa crisi è connaturata ad una visione del capitalismo, quella del liberismo selvaggio, di cui gli Usa sono l'esempio più lampante. L'episodio da cui parte tutto, però risale a ben 40 anni fa: lo shock petrolifero del 1973. Per quanto alcuni possano ritenerlo noioso, è essenziale ripassare un attimo quella vicenda storica. Tutto inizia quando, nel 1967, Israele lancia un attacco contro Egitto e Siria: la Guerra dei Sei Giorni. Detta così perchè in una settimana l'esercito israeliano conquistò la penisola del SInai, arrivando fino al canale di Suez, e le alture del Golan, al confine con la SIria. Queste alture sono strategiche: piccoli contingenti armati di cannoni possono da quelle alture bloccare il passaggio di forze militari anche consistenti. Sei anni dopo, Egitto e Siria, appoggiati dall'Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina, guidata da Yasser Arafat) e dalla Giordania provano a vendicarsi ed attaccano nel giorno dello Yom Kippur, il capodanno ebraico. I vertici militari israeliani sapevano dell'attacco, ma sopravvalutarono la capacità di interdizione delle proprie forze, indebolite dal fatto che molti erano in licenza. Il risultato fu che nelle prime 48 ore le perdite israeliane furono pesanti: nel Sinai, i carri armati egiziani superarono il canale di Suez e cominciarono ad avanzare; sul Golan le forze israeliane tennero a malapena la difesa, nonostante l'aiuto che gli Usa fornirono subito. Nelle successive 48 ore cominciarono ad affluire rinforzi per Israele e i fronti si stabilizzarono. Dopo di che lo T'sahal (l'esercito israeliano) passò all'offensiva e respinse i siriani dal Golan, mentre nel Sinai distrusse tutti i mezzi di rifornimento per i carri armati, che così si strovarono senza carburante e circondati. A quel punto furono i paesi arabi a chiedere aiuto agli Usa, per fermare Israele. Il governo americano non vi diede peso e l'Opec decise di quadruplicare il prezzo del petrolio, da 3 a 12 dollari al barile. Questo provocò una forte crisi economica in Europa e Stati Uniti, incrementata dal "secondo shock petrolifero", cioè un successivo aumento nel 1978. Al di là delle misure prese da ogni singolo Paese per cercare di sconfiggere la crisi, questa situazione portò all'elezione del Primo Ministro inglese Margareth Thatcher (soprannominata "La lady di ferro") e negli Usa, con le elezioni del 1980, Ronald Reagan. Questi due personaggi furono i protagonisti di una novità nel campo economico, una novità che però, di fatto, era un passo indietro.


(parte 1 ------- continua)

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di Antonio Rispoli
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